06 febbraio 2025 giovedì

Evento terminato

La febbre nei lattanti e nei neonati

LE RISPOSTE DEL PEDIATRA ALLE DOMANDE EMERSE DALLA DIRETTA

Come capire quando il neonato prova dolore?

Nel neonato la valutazione del dolore pone molte sfide, innanzitutto per l’impossibilità di comunicare, che preclude la comprensione e l'autovalutazione del dolore stesso, ma anche per la natura soggettiva e complessa del dolore e per la dipendenza dagli altri, per lo più i genitori, di comprendere i segnali comportamentali e fisiologici del dolore.
Per capire se il neonato prova dolore, i principali comportamenti a cui dovremmo prestare attenzione sono:

  • vocalizzazioni (es. il pianto)
  • espressioni facciali (ad es. mento tremante e aggrottamento della fronte)
  • ampi movimenti del corpo (ad es. movimento o tensione delle gambe e del torso)
  • variazioni dell’appetito
  • alterazioni dello stato di veglia/sonno
  • scarsa consolabilità.

Osservare e riportare l’eventuale presenza di questi segnali al pediatra al momento della visita può essere un supporto importante per una corretta valutazione del dolore e del trattamento da parte del medico.

Dai 37,5 ai 38,5° C è consigliato paracetamolo. Se si lamentano cosa fare? Se dormono li dobbiamo svegliare?

In caso di virus e batteri, la febbre rappresenta un meccanismo di difesa e non un pericolo per il bambino. Se il bambino si lamenta e presenta malessere va trattato con un antipiretico/analgesico. Invece, se il bambino presenta la febbre non associata al malessere (esempio gioca, mangia ecc), non occorre somministrare alcun farmaco.
Se poi il bambino riposa bene e sta dormendo non c’è bisogno di misurare la temperatura ne di somministrare l’antipiretico ma è bene lasciarlo riposare e permettere al suo corpo di combattere le infezioni.

Meglio paracetamolo in gocce o supposte? Se sputa le gocce cosa devo fare?

La via preferita per la somministrazione dell’antipiretico dovrebbe essere sempre quella orale. Infatti le gocce permettono un dosaggio più preciso di farmaco evitando sia il sottodosaggio (con conseguente ridotta efficacia del farmaco) che il sovradosaggio. 
Se il bambino sputa le gocce immediatamente, possiamo risomministrarle o passare a una diversa formulazione come ad esempio quella in sciroppo.
Quando il bambino vomita o non è collaborativo alla somministrazione per via orale, è opportuno passare alla formulazione per via rettale (supposte).
Le supposte sono da preferire solo nei casi descritti sopra in quanto la somministrazione rettale può comportare una variabilità di assorbimento di paracetamolo legata a diversi fattori, e quindi di efficacia analgesica/antipiretica. Ricordiamo inoltre che le supposte non vanno in nessun caso tagliate per evitare errori di dosaggio.
Se la febbre non passa dopo la somministrazione delle supposte è possibile che ci sia un problema di assorbimento del farmaco e di dosaggio e non di efficacia dello stesso.

Paracetamolo e ibuprofene: quando usare uno o l’altro e quali sono le differenze?

Paracetamolo e Ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica: paracetamolo può essere somministrato fin dalla nascita mentre ibuprofene a partire dai 3 mesi di età. La principale differenza tra paracetamolo e ibuprofene è che il primo è un antipiretico e analgesico senza azione antinfiammatoria mentre il secondo ha azione antipiretica e analgesica cui si somma quella antinfiammatoria. Tuttavia, è bene ricordare che l’infiammazione è un processo attraverso il quale il nostro sistema immunitario combatte le infezioni. Bisogna, inoltre, ricordare che un bambino con la febbre potrebbe essere a rischio di disidratazione sia a causa dello scarso appetito/volontà di bere sia perché con la febbre aumenta la sudorazione e quindi la perdita di liquidi. In questi casi è sempre meglio preferire paracetamolo che, nei bambini con disidratazione, non determina un rischio per la salute dei reni. 

Per quanto riguarda il corretto utilizzo, entrambi possono essere usati in maniera indipendente dai pasti anche se l’ibuprofene può avere una maggiore azione gastrolesiva, soprattutto se associato ad altre situazioni (es. trattamento con antibiotici, cortisonici, Helicobacter pilori). Per un uso corretto del farmaco inoltre, è sempre bene ricordare che i due non devono essere alternati senza il consulto del proprio pediatra, per evitare possibili effetti collaterali e che il dosaggio deve essere calcolato in base al peso del bambino.

È preferibile non somministrare l’ibuprofene in: bambini con basso peso alla nascita, bambini con asma, bambini con infezione batterica in atto (es. polmonite), bambini disidratati, bambini in trattamento con cortisonici e antibiotici potenzialmente nefrotossici e/o gastrolesivi, bambini con varicella.

Quando la febbre risale velocemente senza poter aspettare i tempi di risomministrazione di paracetamolo o ibuprofene: cosa fare?

Se dopo somministrazione di antipiretico, il malessere del bambino è diminuito non è importante che persista il rialzo termico. È bene sapere che il paracetamolo (15 mg per Kg/dose per 4 volte al giorno) o l’ibuprofene (10 mg per Kg/dose per 3 volte a giorno) hanno identica efficacia contro febbre e/o dolore e che una mancata efficacia del paracetamolo è spesso legata a un dosaggio errato, ad esempio il farmaco non è stato adeguatamente dosato in base al peso.

È importante inoltre controllare la via di somministrazione, infatti quando si usano le supposte (via rettale) non tutto il farmaco che somministriamo potrebbe entrare in circolo con conseguenza bassa efficacia del prodotto. In caso di vomito entro 20 minuti dalla somministrazione orale di un antipiretico è possibile procedere con una nuova somministrazione a dose piena oppure passare a una formulazione in supposta in quanto si suppone che il farmaco non sia stato assorbito.

Se pensi che il farmaco somministrato non abbia fatto abbassare la febbre, per la sicurezza del tuo bambino, ricorda di evitare di alternare gli antipiretici (paracetamolo o ibuprofene) senza il consulto del pediatra.
Tra un somministrazione e l’altra possiamo scoprire il bambino, non tenerlo in braccio per non scaldarlo ulteriormente e farlo soggiornare in un ambiente fresco, garantire l’idratazione cercando di farlo bere spesso.

Il mio bambino nato pretermine e di basso peso, ha un rialzo termico a 38,5° C, che antipiretico devo utilizzare?

Anzitutto è bene ricordare che la febbre non va trattata in base al valore della temperatura misurata col termometro ma dell’eventuale malessere manifestato.
 
Se, dopo aver valutato le condizioni generali del nostro bambino, decidiamo di somministrare un antipiretico, dobbiamo ricordare che i bambini nati pretermine e sottopeso potrebbero avere una ridotta funzionalità renale ed essere quindi più suscettibili a problemi nel caso in cui assumano farmaci potenzialmente dannosi per i reni. Infatti, il paracetamolo è l’unico antipiretico che può essere somministrato sotto i 3 mesi di vita. Inoltre, se il bambino è a rischio disidratazione o è disidratato perché ha bevuto poco o sudato molto, e che quindi potrebbe già presentare un importante impegno renale, è preferibile utilizzare il paracetamolo, preferendo la somministrazione per via orale. Se il bambino è nato pretermine o sottopeso è sempre opportuno consultare il pediatra per avere una consulenza professionale e adeguata al singolo caso.

In generale, in automedicazione, è preferibile somministrare paracetamolo in prima linea in attesa della visita con il pediatra.

Qual è la temperatura normale nei neonati?

Nei neonati, viene considerata normale la temperatura (misurata sotto l’ascella con termometro digitale) tra 37°C e 37,8°C se il bambino ha un età entro i 3 mesi (0-3 mesi) e tra 37,2°C e 37,8°C se il bambino ha un’età compresa tra 3 mesi e 1 anno. 

Prime malattie e prime vaccinazioni: cosa è utile avere in casa con i neonati?

Quando si ha un neonato, potrebbe essere utile avere in casa un piccolo kit di primo soccorso per evitare di farci trovare ‘’impreparati’’: 

  • un termometro digitale ascellare per controllare la temperatura in caso di sospetta presenza di febbre
  • paracetamolo in gocce/supposte da poter somministrare in base al peso in caso di febbre/malessere.

Poiché paracetamolo può essere somministrato fin dalla nascita e ibuprofene a partire dai 3 mesi di vita, sarebbe preferibile avere in casa paracetamolo come antipiretico di scelta. 

Come posso capire se mio figlio è disidratato?

Riconoscere la disidratazione nei bambini è cruciale per evitare complicanze. Segni come scarsa minzione, fontanella avallata (in un bambino che ha ancora la fontanella palpabile), mucose asciutte, pianto senza lacrime e pelle poco elastica indicano disidratazione. In questi casi, è importante far bere spesso il bambino per aiutarlo a reintegrare i liquidi persi e preferire come antipiretico paracetamolo al posto di ibuprofene per evitare possibili complicanze renali.

Convulsioni febbrili, come affrontare tranquilli la febbre?

Le convulsioni febbrili, sebbene non siano un fenomeno abbastanza comune, spaventano molto i genitori. 
I bambini che presentano convulsioni hanno una determinata predisposizione che spesso prescinde dalla temperatura raggiunta.
Le convulsioni possono essere ‘’semplici’’, con una durata inferiore ai 15 minuti e ‘’complesse’’, che possono durare anche più di un quarto d’ora. Un aspetto che va compreso è che le crisi semplici, “classiche”, sono eventi che sì preoccupano molto i genitori, ma non lasciano segni nel bambino.
Nel caso in cui si verifichi una convulsione, è bene chiamare immediatamente i soccorsi e nel frattempo bisogna ricordare di:

  • appoggiare il bambino su un fianco
  • assicurarsi che non ci siano oggetti vicino con cui può farsi male.
  • scoprirlo
  • non inserire le dita in bocca al bambino
  • in episodi successivi, solo dopo istruzioni da parte del pediatra, può essere possibile somministrare al bambino farmaci in grado di risolvere la crisi convulsiva.

È sempre raccomandato far visitare il bambino dopo una crisi convulsiva e descrivere l’episodio al medico in maniera puntuale in termini di durata e manifestazioni: in questo modo sarà possibile per il pediatra determinare la necessità di esami specifici. In caso di crisi convulsiva si consiglia di non mettersi in auto per condurre il bambino a visita ma di chiamare un’ambulanza.
La somministrazione di farmaci antipiretici non è efficace nel prevenire nuovi episodi di convulsione febbrile.

Dove va misurata la temperatura a un neonato? Con quale termometro?

Il termometro digitale elettronico può essere comodo da posizionare sotto l’ascella anche in bambini molto piccoli che hanno la febbre. È veloce, affidabile e ha meno problematiche di misurazione rispetto ad altri termometri. Questo perché altre forme di termometro possono alterare il risultato. Per esempio, quello auricolare nel caso di otite in corso, può dare risultati diversi tra le due orecchie, mentre per quelli a infrarossi, il sudore può alterare la temperatura rilevata e si possono avere risultati differenti anche in base alla distanza tra l’apparecchio e il bambino. 
La misurazione rettale può risultare imprecisa nel caso di patologie a carico dell’intestino.