20 marzo 2024 mercoledì

Evento terminato

Il dolore nel bambino. Come riconoscerlo e alleviarlo

LE RISPOSTE DEL PEDIATRA ALLE DOMANDE EMERSE DALLA DIRETTA

Come accorgersi se i bambini hanno dolore e quanto è intenso, soprattutto quando non parlano?

Spesso è più comune che sia il genitore a comprendere quando il proprio bambino prova dolore, perché conosce le sue abitudini e il modo con cui comunica anche in maniera non verbale. Quindi il dolore costituisce un campanello d'allarme che il genitore può percepire facilmente. In generale alcuni segnali possono essere: il bambino si alimenta meno del solito; il bambino si muove molto di più rispetto al solito; il bambino si mostra più nervoso. Anche il volto può aiutarci: il bambino fa smorfie, aggrotta la fronte o tremula con il labbro. Molto più difficile è riuscire a dare un’interpretazione a questi segnali e soprattutto capire quanto è intenso il dolore. Questo è un aspetto che possiamo valutare attraverso il comportamento del bambino, soprattutto dal suo risparmio funzionale: se il bambino dice che ha dolore ma non si risparmia dal compiere le stesse azioni nella medesima modalità, vuol dire che non ha dolore. Così come quando il bambino dice che ha male alla gola, ma poi mangia normalmente. Al contrario, un bambino che dice di avere male al piede e zoppica o un bambino che non vuole alzarsi dal divano perché prova dolore, dovrebbe essere visitato dal proprio pediatra per una valutazione professionale della condizione.

Perché il bambino ha mal di gamba, ha male alle gambe?

Il dolore alle gambe è una condizione che si manifesta abbastanza di frequente, soprattutto nei bambini in età scolare dai 3 ai 12 anni. Alla sera o al pomeriggio il bambino lamenta dolore alle gambe: in questo caso parliamo di dolori di crescita. Il motivo spesso è legato al fatto che i bambini durante la giornata, conducono numerose attività motorie, pur possedendo a quell'età una muscolatura e una competenza cartilaginea articolare limitata. Quindi il loro fisico risulta molto sovraccaricato, spesso in maniera scoordinata per l’età, favorendo l’insorgenza di dolori alle gambe. Di solito questi dolori non hanno una localizzazione precisa, ma si presentano a destra o a sinistra, al ginocchio, oppure alla caviglia o al polpaccio; in ogni caso sono legati all'attività della giornata. Anche questi dolori vanno trattati con un analgesico. In queste condizioni non è indicato l’utilizzo di un antinfiammatorio, a meno che ci sia una specifica prescrizione da parte del pediatra.

Mal di testa sempre alla sera, è normale a 8 anni?

Il mal di testa è una condizione più difficile da interpretare. Infatti, con i termini mal di testa, mal di pancia il bambino può indicare anche solo una sensazione di malessere. A volte “mal di testa” vuol dire anche male all'orecchio, ma il bambino comunica al proprio genitore che ha male alla testa perché la localizzazione è quella del capo. Altre volte il mal di testa è qualcosa che hanno sentito dire, per cui se in famiglia c'è qualcuno che soffre di mal di testa il bambino potrebbe riferire di avere mal di testa. Anche in questo caso bisogna valutare l'impatto che la condizione ha sul bambino. Sicuramente va esclusa con il medico la presenza di infezioni a carico delle prime vie respiratorie, sinusiti oppure otiti. Quando c’è una ricorrenza sarebbe utile una visita oculistica per verificare che il bambino ci veda bene, oppure fare una valutazione con il dentista, per escludere la presenza di malocclusioni che possono essere all’origine del mal di testa.

Dice sempre di avere mal di pancia: come capire se è vero?

Anche il mal di pancia a volte può essere sintomo di un malessere. Anche in questo caso il dolore può essere difficile da localizzare, perché un bambino al di sotto dei 6-9 anni non è in grado di spiegare in maniera precisa dove risiede il mal di pancia. Così come per il mal di testa, anche in questo caso il genitore deve capire qual è l’impatto del dolore sul bambino: se ha un mal di pancia che non lo fa giocare si dovrebbe richiedere un consulto col pediatra, soprattutto se non è associato a vomito o diarrea. In caso di dolore addominale, la somministrazione di un analgesico come il paracetamolo può essere utile per favorire la riduzione del dolore . L’utilizzo di ibuprofene non è indicato in caso di vomito e diarrea. È inoltre controindicato in generale in bambini che hanno gastrite o esofagite perché può aumentare l’acidità gastrica. In ogni caso, è importante riferirsi al proprio pediatra per una valutazione adeguata delle condizioni del bambino e sulla terapia appropriata da seguire.