15 gennaio 2025 mercoledì
Evento terminato
Il ruolo dell’infiammazione
LE RISPOSTE DEL PEDIATRA ALLE DOMANDE EMERSE DALLA DIRETTA
- Che differenze ci sono tra febbre virale e batterica?
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Non esiste un metodo clinico per stabilire con certezza se la febbre sia virale o batterica. La prima grande differenza è il trattamento. Per quanto riguarda le forme virali come l'influenza, l'organismo di un bambino o un adulto sano è in grado di superarle senza necessità di terapie specifiche. Le infezioni di tipo batterico, per esempio l'otite o una ferita che si è infettata, molto spesso possono avere bisogno di una terapia specifica, come l'antibiotico. In questo caso non è possibile l'automedicazione, ma è necessaria una visita dallo specialista che, dopo aver stabilito se l'infezione sia di origine virale o batterica, prescriverà la terapia più corretta. Se il bambino presenta una febbre di cui non sappiamo l’origine, scegliamo in prima battuta il paracetamolo così da non interferire con il processo infiammatorio di contrasto all'infezione, di qualsiasi genere sia. Andare subito a combattere l'infiammazione può machera i sintomi dell’infezione sottostante ritardandone la diagnosi, quindi prima di andare dal pediatra meglio non somministrare un antinfiammatorio.
- Da quale temperatura si deve iniziare a trattare la febbre?
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Normalmente si parla di febbre quando la temperatura corporea, che di norma è intorno ai 36,5-37°C, sale al di sopra dei 37,5°C. Tuttavia, è bene ricordare che la febbre non è un pericolo, ma un meccanismo di difesa che aiuta il nostro organismo a combattere i virus e i batteri invasori causa di infezioni. Lo scopo della gestione della febbre non è l’abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei 37,5°C, ma la gestione di quello che viene chiamato malessere (o discomfort) che si manifesta con una variazione delle normali abitudini del bambino, ad esempio del ciclo sonno-veglia o dell’appetito o della volontà di giocare o di muoversi.
- Ho una bimba di cinque mesi e mezzo e qualche volta le è salita la febbre anche solo per un giorno ma non presenta sintomi come ad esempio tosse o raffreddore, potrebbe essere dovuto a uno stato di infiammazione delle gengive?
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Non è escluso che la dentizione dia un rialzo termico, ma nel caso di febbre a 38°C o 39° è molto più probabile che sia in corso una piccola o grande infezione. La dentizione potrebbe anche causare del malessere.
- Devo usare gli antipiretici ogni volta che è presente febbre?
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La febbre, specie nelle forme virali, è uno dei meccanismi del corpo per contrastare l'infezione. La febbre va contrastata quando c’è un discomfort, un malessere. Per malessere si intende una variazione rispetto alle normali abitudini, ad esempio del ciclo sonno-veglia o dell’appetito o della volontà di giocare o di muoversi.
- Quando si ha la febbre anche non alta e il mal di testa non passa né con ibuprofene né con paracetamolo, cosa prendere?
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Quando il bambino ha mal di testa, magari in concomitanza con la febbre, bisogna anzitutto ricordare che l’effetto del farmaco non è immediato. Ci vuole del tempo perché, una volta introdotto nell'organismo, il farmaco arrivi nel sangue e venga distribuito, quindi è necessario dare tempo al farmaco di fare effetto. Inoltre il farmaco andrebbe dato tempestivamente, mentre spesso soprattutto nei bambini si tende ad aspettare, allungando così i tempi di risposta per avere sollievo. Inoltre quando i bambini stanno male tendono a bere e mangiare meno e questo può contribuire a sviluppare cefalea. Per i dolori che non passano con il singolo principio attivo, è sempre importante rivolgersi al proprio pediatra di riferimento per avere un consulto sulla base della specifica condizione del bambino, senza però farsi prendere dal panico, perché ci possono essere tanti fattori che contribuiscono al fatto che la cefalea non rispondere immediatamente al farmaco.
- Mio figlio ha la febbre e beve poco, cosa devo fare?
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Nei giorni in cui il bambino ha la febbre si potrebbe correre il rischio di disidratazione- Questo a causa dell’aumento della temperatura, della frequenza respiratoria, dell’eventuale presenza anche di vomito e/o diarrea, o perché banalmente non beve e mangia a sufficienza. Per contrastare la disidratazione oltre a far bere spesso il bambino, è possibile aiutarlo con le soluzioni reidratanti orali. In questi casi sarebbe preferibile l’uso del paracetamolo in quanto l’ibuprofene nel bambino disidratato può comportare un rischio maggiore per i suoi reni.
- Mio figlio è asmatico. Quale antipiretico devo preferire?
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Nel bambino asmatico è bene preferire il paracetamolo perché l’ibuprofene potrebbe peggiorare i sintomi dell’asma. Tuttavia, prima di procedere con un farmaco in automedicazione, è sempre opportuno chiedere consiglio al proprio pediatra di fiducia.
- Mio figlio sta assumendo una terapia cortisonica orale. Posso usare anche un antipiretico in caso di febbre?
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E’ migliore l'associazione col paracetamolo perché l’uso concomitante di antinfiammatori, tra cui ibuprofene, e di cortisonici orali potrebbe esporre a un maggior rischio di danno gastrointestinale.
- Per l’otite mi è stato detto che l’ibuprofene è consigliato rispetto al paracetamolo. Perché?
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L’otite è un’infiammazione dell'orecchio ed è sempre bene farla valutare dal pediatra e non procedere in autonomia. Sono stati, infatti, segnalati negli ultimi anni casi di sovrainfezione batterica grave in bambini con otite perché, assumendo antinfiammatori in automedicazione, si attenuano i sintomi dell’infezione portando un ritardo nella diagnosi e nella scelta della cura più efficace. In base al tipo di otite e all’intensità di dolore, sarà il pediatra a consigliare il farmaco giusto, paracetamolo o ibuprofene, che sono ugualmente efficaci. In seconda linea, il pediatra potrà valutare la prescrizione di farmaci con l’associazione dei due principi attivi, paracetamolo e ibuprofene.
- Ho il bimbo piccolo che spesso soffre di mal gola con febbre. Quale antipiretico devo preferire?
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Nel sospetto di infezione batterica (es. Streptococco) è importante richiedere sempre una visita dal pediatra che potrà accertarsi delle condizioni del bambino e formulare una corretta diagnosi. In attesa della visita pediatrica, se presente febbre e malessere, può essere utile preferire il paracetamolo all’ibuprofene, perché quest’ultimo può mascherare i sintomi dell’infezione sottostante ritardando la diagnosi e compromettendo il corretto trattamento terapeutico. Lo stesso vale in caso di polmonite o varicella. Si ricorda inoltre che il trattamento concomitante con antinfiammatori e antibiotici (entrambi potenzialmente dannosi per i reni), dovrebbe essere evitato per un maggiore rischio di danno renale. Inoltre paracetamolo e ibuprofene non hanno alcuna indicazione nel trattamento della tosse.
- Mio figlio ha avuto un broncospasmo. È soggetto ad averlo sempre?
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Il broncospasmo è contrazione anomala ed eccessiva della muscolatura bronchiale, che provoca un restringimento dei bronchi, quando l’aria passa fa un “fischio” e l'ossigeno ha un po' più di difficoltà a entrare nel sangue. Può avvenire ad esempio dopo una bronchiolite, che è l'infezione che colpisce i bambini molto piccoli principalmente dovuta al virus respiratorio sinciziale. Si è visto che in una buona percentuale poi si diventa bronco-reattivi, cioè nelle nella prima infanzia si tende a ripresentare il broncospasmo come nei bambini soggetti allergici.