19 marzo 2024 martedì
Evento terminato
Cosa fare o non fare in caso di febbre
LE RISPOSTE DEL PEDIATRA ALLE DOMANDE EMERSE DALLA DIRETTA
- Come misurare la febbre e quali sono i termometri attendibili?
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Per misurare la febbre, c'è un solo metodo raccomandato e standardizzato: il termometro elettronico o digitale. Anche la localizzazione corporea dove misurare la febbre è importante, ovvero sotto l’ascella. Infatti, se ad esempio in caso di otite utilizziamo un termometro auricolare, la temperatura misurata potrebbe non essere attendibile perché in questa condizione può esserci un’infiammazione all’interno dell’orecchio che causa un aumento della temperatura. Tale innalzamento però non è dovuto all’aumento della febbre ma alla presenza di un’infiammazione. Anche la misurazione per via rettale non è consigliata perché all’interno dell'ampolla rettale potrebbero esserci delle feci: se il sensore incontra un ingombro, la misurazione, anche in questo caso, potrebbe non essere attendibile.
- È vero che si possono alternare due terapie diverse quando la febbre non scende?
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Alle volte, quando la febbre è molto alta, capita che non riusciamo ad abbassarla del tutto. Tuttavia è importante ricordare che il nostro organismo è in grado di sopportare temperature corporee elevate e che la febbre ha un ruolo fisiologico di difesa contro i microorganismi patogeni. Pertanto, non va “curata” la febbre in sé, ma il malessere associato. Alternare paracetamolo e ibuprofene è sconsigliato in quanto i farmaci possono avere un’ampia finestra di effetto e quindi, quando procediamo ad alternare i due prodotti, rischiamo di sovrapporre l'effetto di due molecole diverse. Come conseguenza è possibile avere un rapido calo della temperatura che potrebbe favorire, ad esempio, la comparsa di episodi convulsivi nei bambini predisposti.
- Perché a volte la febbre sembra non abbassarsi quando si usa un farmaco antipiretico piuttosto che l’altro?
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A volte quando la temperatura sale molto, ad esempio in caso di infezioni, sembra che il farmaco antipiretico non abbia funzionato. In realtà, l'effetto che si può apprezzare è anche su piccole variazioni di temperatura; ad esempio se la febbre è 40°C, un abbassamento a 38°C costituisce già un effetto del farmaco. Per contrastare l’infezione, l'organismo favorisce una temperatura elevata nella quale i germi non riescono a replicarsi. Non è la febbre in sé che deve essere trattata ma il malessere associato, come inappetenza, forte nervosismo, scarsa voglia di giocare o dormire.
- Febbre 39,5 con l’antipiretico si abbassa a 38,5 - massimo due ore e risale a 39,5 – 40. Così per 2 gg.
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In questo caso è importante cercare di non stressare il bambino misurando spesso la temperatura perchè è già sottoposto al malessere che deriva dalla febbre. Pertanto è consigliabile misurare la febbre solo quando il bambino appare poco reattivo o infastidito, in modo da sapere qual è la temperatura al momento della somministrazione del farmaco. Una volta somministrato l’antipiretico, la temperatura non deve essere misurata in maniera continua, ma va valutata l’assenza di discomfort del bambino: il bambino ha mangiato? il bambino gioca? il bambino dorme? Nel momento in cui notiamo nuovamente uno stato di sofferenza, possiamo rilevare la temperatura e valutare se somministrare il farmaco in base alle indicazioni forniteci dal pediatra.