05/07/2022

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Vitamina D: perché se ne parla tanto

Oltre a essere un nutriente essenziale, la vitamina D può essere definita un ormone a tutti gli effetti in relazione al suo coinvolgimento in numerose funzioni.

Le acquisizioni più recenti hanno infatti dimostrato che tutte le cellule possono essere bersaglio della vitamina D almeno in alcune fasi del loro processo di maturazione.

Si stima inoltre che la forma attiva della vitamina D intervenga nell’espressione di oltre 1.250 geni.

Queste osservazioni sono alla base del rapido aumento di studi e articoli sugli effetti della vitamina D, non soltanto per quanto riguarda l’assorbimento e il deposito di calcio nel tessuto osseo – a cui è legato l’impiego storico della vitamina D nella prevenzione del rachitismo e dell’osteoporosi - ma in molti altri processi biologici.

 

Aspetti generali

Numerose funzioni della vitamina D sono emerse da studi che hanno verificato se l’insorgenza di alcune malattie potesse essere in qualche modo associata ai suoi valori nel sangue. Si è così osservata, per esempio, una correlazione tra bassi livelli di vitamina D e declino cognitivo e demenza, diabete mellito e relative complicazioni, ipertensione, aterosclerosi, asma  e bronchite cronica ostruttiva.

 

Possibili implicazioni in allergologia pediatrica

Osservazioni recenti suggeriscono che la carenza di vitamina D già nelle prime epoche di vita sia da considerare un fattore importante nell’ambito della prevenzione delle allergie alimentari e la sua supplementazione rappresenti una possibile strategia per prevenirle o contrastarle. La supplementazione di vitamina D sembra inoltre concorrere alla riduzione della comparsa di asma nei bambini piccoli.

 

Dal COVID-19 alla prevenzione dell’asma

Le ricerche sulla vitamina D proseguono in numerosi ambiti e una delle “novità” più recenti ipotizzano una relazione tra il suo deficit e una maggiore gravità dell’infezione da SARS-Cov2. Una pubblicazione sull’argomento ha infatti sottolineato l’importanza della vitamina D per il sistema immunitario e la sua attività modulatoria nei confronti della tempesta infiammatoria responsabile delle complicazioni polmonari del COVID-19.

 

 

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