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Il ruolo dei probiotici


Il ruolo dei probiotici



Il microbiota intestinale, ovvero la flora intestinale, svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento dell'intestino. Esso è composto da batteri, ma anche da virus e miceti, la cui composizione è caratteristica di ogni individuo, a seconda del suo genotipo e del tipo di alimentazione. Comincia a formarsi alla nascita, già al momento del parto, e accompagnerà l'essere umano per tutta la vita.

Il microbiota intestinale svolge importanti funzioni, come un effetto barriera contro le infezioni, ha azioni immunostimolanti, biosintetiche, metabolico-trofiche e di metabolismo dei farmaci e delle sostanze tossiche. I batteri intestinali sono anche coinvolti in molte condizioni patologiche, quali obesità, insulino-resistenza, diabete, malnutrizione. Se la composizione del microbiota si altera (come nel corso di malattie o di terapie con antibiotici o inibitori di pompa protonica), si arriva alla cosiddetta "disbiosi intestinale".

Il suo equilibrio è infatti fondamentale per la salute del suo ospite. Basti pensare che la sovracrescita di alcune specie batteriche può esitare in carenza di calcio, ferro e folati, elementi usati dalle specie batteriche per crescere.

I probiotici sono costituenti degli alimenti vitali che conferiscono un beneficio alla salute mediante una modulazione del microbiota (definizione FAO 2007). Sono batteri e/o lieviti che possono essere utilizzati negli alimenti e negli integratori alimentari per integrare il microbiota intestinale moltiplicandosi all'interno dell'intestino. Non vanno confusi con i prebiotici, costituenti degli alimenti non vitale che conferisce un beneficio alla salute mediante una modulazione del microbiota (definizione FAO), che favoriscono l'equilibrio della flora intestinale.

Gli alimenti o integratori alimentari con probiotici contengono, in numero sufficientemente elevato, microorganismi probiotici vivi e attivi in grado di raggiungere l'intestino, moltiplicarsi ed esercitare un'azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. L'aggiunta deeliberata e appropriata di microrganismi selezionati, non patogeni, in un alimento e una pratica molto diffusa, risalente al secolo scorso. I batteri lattice sono utilizzati come componenti nella produzione di numerosi tipi di alimenti fermentati, come derivati di carne, latte, vegetali, prodotti da forno, ecc. . Lieviti e muffe, invece, si utilizzano comunemente per determinare cambiamenti desiderati negli alimenti. Da 30 anni circa, in Italia sono diffuse inoltre anche integratori alimentari a base di probiotici. I primi erano in combinazione con altri nutrienti, come per esempio la vitamine B ma, dal 2002, sono stati ammessi anche integratori alimentari di soli probiotici. La maggior parte dei microorganismi utilizzati sono specie appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus, ma sono comuni anche lieviti come quelli del genere Saccaromyces. I probiotici, una volta colonizzato l'intestino in quantità opportuna, possono agire attraverso più meccanismi di azione: producono sostanze ad azione antimicrobica, competono per i nutrienti con gli altri microrganismi, portando a una diminuzione di quelli potenzialmente patogeni.

Bibliografia