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Tipologie di diarrea


Tipologie di diarrea



Diarrea del viaggiatore

La diarrea del viaggiatore è la patologia più nota per i turisti e rappresenta il timore più diffuso quando si apprestano a partire per mete esotiche. Batteri, virus, parassiti, sbalzi termici, cambiamenti delle abitudini e del clima alla base di un problema sanitario che rende decisamente meno piacevole la vacanza per molti viaggiatori, fino a 8 su 10.

A rappresentare un maggior rischio sono i soggiorni in luoghi meno sviluppati, con minore standard igienici, dove cibi, bevande e acque sono spesso contaminati e possono essere fonte di infezione. Per tentare di evitare il contagio quindi fondamentale evitare alimenti e balneazione non sicuri dal punto di vista igienico. Devono prestare particolare attenzione soprattutto le persone più vulnerabili, come i bambini piccoli, gli anziani, le donne gravide e soggetti con un sistema immunitario compromesso.

I sintomi della diarrea del viaggiatore possono essere anche piuttosto acuti: oltre alla diarrea, almeno tre scariche al giorno, anche nausea, vomito, crampi addominali e febbre.  All'esordio dei sintomi è consigliabile consultare un medico, anche per escludere che si tratti di patologie più serie. Tuttavia in genere l'infezione guarisce in pochi giorni.

Il rischio maggiore è rappresentato dalla disidratazione. Per evitarla, quando la diarrea inizia, è bene bere abbondantemente, assicurandosi di assumere liquidi sicuri, come acqua imbottigliata, bollita o disinfettata. Il pericolo di disidratazione è particolarmente alto per bambini e anziani. Nel caso l'infezione dovesse colpire una donna durante l'allattamento, sarebbe consigliabile sospenderlo. In caso di necessità il medico prescriverà una terapia antibiotica, per esempio con fluorochinoloni, rifaximina alfa e azitromicina (usata soprattutto per donne incinte e bambini). In aggiunta possono essere utilizzati farmaci antidiarroici, in caso di necessità di un immediato controllo dei sintomi, ma solo sopra i 12 anni di età.

Bibliografia



Diarrea da antibiotici

Gli antibiotici vanno sempre utilizzati solo in caso di effettivo bisogno. Una delle conseguenze del loro utilizzo, specie se per via orale, è un'alterazione dell'equilibrio della normale flora batterica intestinale, che può causare una crescita massiccia di Clostridium difficile, un bacillo anaerobio grampositivo. Le tossine prodotte dai ceppi patogeni di questi batteri causano colite e diarrea. Tutti gli antibiotici possono avere come conseguenza una simile infezione ma con alcuni avviene più di frequente, come con le penicilline ad ampio spettro, la clindamicina, le cefalosporine, l'eritromicina, le tetracicline, i chinoloni e anche i sulfamidici.

Il pericolo sussiste a ogni età, ma la sensibilità aumenta con gli anni. A rischio in particolare sono i pazienti ospedalizzati. La diagnosi di questo tipo di colite deve essere presa in considerazione fino a sei settimane dopo l'esposizione all'antibiotico. Infatti, sebbene in genere i sintomi inizino già durante la terapia antibiotica, in un paziente su tre possono comparire anche da 1 a 10giorni dopo il termine della cura. Il sospetto deve nascere sia nel caso di feci molli sia nel caso della ben severa diarrea ematica. Sintomi associati sono febbre e dolore addominale. La diagnosi viene confermata dall'identificazione delle tossine di C. difficile nelle feci.

Per prevenire questa patologia è importante evitare l'assunzione di antibiotici se non indispensabili e ridurre al minimo la durata del trattamento (seguendo sempre le indicazioni del proprio medico curante). Nel caso di una precedente infezione da C. difficile è consigliabile evitare l'esposizione allo stesso antibiotico.

Nel caso che durante una terapia antibiotica si verifichi diarrea significativa è importante sospendere subito il trattamento e contattare il medico. In genere i sintomi cessano spontaneamente entro 10-12 giorni.

Bibliografia



Diarrea da stress

Lo stress può dare origine a squilibri che portano a diarrea. La soluzione migliore, in questi casi, è una modifica dello stile di vita: abitudini regolari, giusta alimentazione, adeguata attività fisica. E, sempre, una corretta idratazione.



Diarrea cronica

La diarrea è cronica quando dura oltre 4 settimane. Questo tipo di diarrea può essere legata a diversi fattori. Può essere causata da agenti che fanno secernere alle cellule epiteliali intestinali acqua ed elettroliti nel lume intestinale. Per esempio può avere origine, negli anziani, da un incremento nella secrezione di ormoni, peptidi o altro, dovuto a tumori, oppure da acidi biliari, o da terapie farmacologiche, come quelle con antiacidi contenenti magnesio, FANS; antiaritmici eccetera. Anche una crescita eccessiva della flora batterica intestinale può essere origine di diarrea, così come patologie concomitanti quali ad esempio diabete mellito, malattie neurologiche, eccetera.

In caso di diarrea cronica è sempre opportuno evitare il fai da te e consultarsi con un medico.