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Diarrea, nausea, vomito


Diarrea, nausea, vomito



Diarrea

La diarrea è un'anormale liquidità delle feci, che può essere accompagnata da un diversa frequenza e volume della defecazione. Spesso la diarrea si associa a sintomi come il dolore crampiforme addominale e il meteorismo. Quasi tutti sperimentano almeno un episodio di diarrea nel corso di un anno. Questo disturbo costituisce infatti un'importante causa di morbilità e un'alta fonte di costi sanitari diretti e indiretti.


A maggiore rischio sono i soggetti più fragili, bambini e anziani, nei quali è consigliabile non sottovalutarla mai ma intervenire in modo tempestivo, soprattutto con una corretta reidratazione. Per i bambini, soprattutto nel primo anno di vita, la diarrea rappresenta la prima causa di decesso nei paesi in via di sviluppo, mentre è gestibile senza grandi rischi nei paesi sviluppati. Nell'anziano la diarrea rappresenta una causa importante di morbilità e mortalità, soprattutto durante i ricoveri o nelle case di riposo, dove è più facile il contagio. Gli anziani sopportano meno le conseguenze della disidratazione dovute alla diarrea, e questo è uno dei motivi della maggiore mortalità (dal 16 al 35%) in questa fascia di età.

Nausea e vomito

Il vomito, o emesi, è un atto riflesso che avviene mediante una forte contrazione della muscolatura diaframmatica e addominale e un'energica contrazione antiperistaltica (contrazione gastrointestinale che avviene dal basso verso l'alto) della parete gastrica. Come conseguenza di questo atto riflesso, il contenuto gastrico risale velocemente e fuoriesce dalla bocca.

Spesso il vomito è preceduto e accompagnato da diversi sintomi, quali salivazione, nausea, scialorrea, ipotensione.

La nausea è associata a una un'ipomobilità gastrica e un aumento del tono parasimpatico che precedono e accompagnano il vomito.


Definizione generale

La diarrea viene definita come emissione frequente di feci (3 o più evacuazioni nelle 24 ore) e/o diminuita consistenza delle feci e/o aumento del peso fecale (> 200 g nelle 24 ore).
La diarrea viene classificata come

  • acuta (il caso più comune), se di durata inferiore alle 2 settimane,
  • persistente se dura da 2 a 4 settimane
  • cronica se di durata superiore alle 4 settimane.

La forma acuta è comunemente causata da agenti infettivi (principalmente virus e batteri), tossinfettivi (tossine conseguenti a un patogeno) o iatrogeni (causato da farmaci o terapie mediche) e meno frequentemente da infestazioni, allergie, terapie radianti, riacutizzazioni di patologie croniche intestinali. In genere la diarrea si autolimita e il malato può gestirsi autonomamente. Tuttavia, nel caso di sintomi rilevanti è necessario consultare un medico.

I rischi per la salute generale

Una persona affetta da diarrea ha un'alterata permeabilità della barriera intestinale. Ne consegue una considerevole perdita di liquidi e sali minerali, ma anche malassorbimento dei nutrienti. Una diarrea particolarmente acuta o prolungata può quindi causare disidratazione e squilibrio elettrolitico. A maggiore rischio i soggetti più fragili, come bambini e anziani.

E' importante conoscere i segni e i sintomi di disidratazione:

  • elevata frequenza del battito cardiaco (> 90/min)
  • pressione arteriosa bassa con ulteriore caduta della pressione quando ci si mette in piedi
  • aspetto disidratato della cute e delle mucose
  • occhi infossati
  • stato soporoso

Nei neonati e nei bambini molto piccoli, i segni di disidratazione sono differenti, e devono far suonare il campanello d'allarme: l'infossamento della fontanella sulla sommità del capo, il pianto senza lacrime, l'aspetto disidratato di cute e mucose, il pannolino che rimane asciutto per più di tre ore.

Tipologie principali

Gastroenterite virale

Nei Paesi industrializzati le forme diarroiche acute sono spesso causate da virus, e colpiscono soprattutto durante la stagione invernale. Tra i virus più comuni rientrano rotavirus, norovirus, adenovirus, citomegalovirus.

Questi agenti patogeni causano la malattia infettando le cellule epiteliari (gli enterociti) dei villi del piccolo intestino, e distruggendole. Questo causa una trasudazione di liquidi e sali nel lume intestinale.


Il rotavirus è la causa più frequente delle forme pediatriche più gravi di diarrea e in Italia è responsabile di circa 300.000 casi di gastroenterite l'anno, prevalentemente nella stagione invernale. Il rotavirus è molto contagioso e si trasmette per via oro-fecale o da persona a persona. Il norovirus colpisce invece tutto l'anno, soprattutto bambini più grandi e adulti. In genere si trasmette tramite cibo e acqua o con il contatto con una persona infetta.

Anche l'adenovirus colpisce tutto l'anno, anche se predilige i mesi estivi. Questa infezione colpisce i bambini sotto i due anni ed è la seconda causa più comune della gastroenterite virale dell'adolescenza. Il contagio avviene per via orofecale o diretta.

Gran parte delle infezioni virali è asintomatica. Quando non lo è causa diarrea acquosa, con feci che raramente contengono muco o sangue. Nei lattanti e nei bambini la fase acuta dura fino a 5 a 7 giorni e tende a causare disidratazione. Nel 90% dei pazienti sintomatici si verificano anche episodi di vomito e nel 30% di febbre alta (otre i 39 gradi). Le infezioni da noravirus sono più brevi (uno o due giorni) ma hanno un esordio particolarmente acuto, con vomito, crampi addominali e diarrea.

In genere, tra i sintomi, il vomito è prevalente nei bambini mentre la diarrea è più importante negli adulti.

La diagnosi di queste infezioni è prevalentemente clinica. L'esame colturale per batteri e parassiti dà esito negativo, ma in genere non viene richiesto, vista la tipicità dei sintomi.

La prevenzione è legata all'igiene: per esempio lavarsi le mani dopo aver cambiato i pannolini, disinfettare con candeggina e alcol diluiti il fasciatoio. Evitare il contatto diretto non è semplice, vista l'alta incidenza di infezioni asintomatiche.


Bibliografia