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I nostri consigli


I nostri consigli


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Ogni anno partoriscono circa 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni (e circa un milione sotto i 15 anni). La giovane età le espone però a possibili pericoli aggiuntivi: le complicazioni durante la gravidanza e il parto sono la seconda causa di morte al mondo (dati OMS). Anche il nascituro corre più rischi. In caso di sospetta influenza è quindi importante che le adolescenti in stato di gravidanza si rivolgano a un medico e ne seguano rigorosamente le indicazioni.

La gravidanza determina un cambiamento nei sistemi immunitari, respiratori e cardiovascolari che possono incrementare il rischio di complicazioni da influenza. Per proteggere se stessa e il proprio bambino, una donna incinta non deve assolutamente sottovalutare questa infezione, che può presentarsi con tosse, mal di gola, raffreddore, dolori muscolari, mal di testa, brividi e frequentemente febbre.

In caso di sospetto di influenza deve contattare prima possibile il proprio medico, per valutare con lui l' opportunità di una terapia tempestiva con antivirali. In ogni caso è opportuno trattare subito la febbre, che è uno dei fattori che possono aumentare il rischio di alcuni difetti alla nascita.

L’Italia è tra i paesi al mondo con il numero maggiore di prime gravidanze dopo i 40 anni. Tuttavia a questa età è più complesso portare avanti una gravidanza. Possono infatti presentarsi più problematiche, e richiedono maggiore attenzione soprattutto nella diagnosi prenatale, relativa sia alla valutazione di possibili rischi di anomalie cromosomiche (diagnosticate o escluse mediante villocentesi o amniocentesi) sia di piccole anomalie, diagnosticate durante l’ecografia. Il consiglio è quello di affidarsi a medici esperti e di seguire le loro indicazioni e in caso di influenza prestare particolari cautele.

Il primo trimestre di gravidanza rappresenta una fase particolarmente delicata per lo sviluppo del feto, pertanto il Ministero della Salute non consiglia la vaccinazione antinfluenzale, e questa non andrebbe fatta a meno che non sia suggerita dal curante a causa di condizioni mediche particolari che la rendano obbligatoria e necessaria.

 

Nei primi tre mesi non è previsto un aumento di peso della madre (può essere circa un chilo) e, a meno che non vi siano situazioni di particolari carenze o insufficienza di peso da parte della donna, non è necessario incrementare l’apporto dietetico di energia.

 

Vitamine e sali minerali consigliati?

Nel primo trimestre, il Ministero della Salute consiglia, oltre a una dieta variata, completa ed equilibrata, anche l’integrazione di acido folico e, se necessario, di ferro.

L’influenza può rappresentare un rischio. Può presentarsi in forme di gravità variabile, da molto lievi a forme gravi e complicate da polmonite e insufficienza respiratoria. Anche se la donna è sana, i cambiamenti dati dalla gravidanza sul sistema immunitario, sulle funzionalità cardiache e polmonari possono rendere l’influenza più pericolosa. L’OMS ritiene le donne incinte come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto, pertanto è importante che venga fatto il vaccino antinfluenzale, possibilmente all’inizio della stagione fredda. Peraltro la vaccinazione è offerta gratuitamente dal SSN. Va sottolineato che pare che le donne in stato interessante siano più vulnerabili a questa infezione ed esse inoltre hanno una probabilità 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale di avere bisogno di ricovero in ospedale e cure intensive in caso di influenza: il 7-10% dei ricoveri per influenza è costituito da donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Come noto, patologie severe durante la gravidanza aumentano le probabilità di problemi per il nascituro, come parto prematuro.

Per quanto riguarda la sicurezza, la letteratura scientifica indica che i benefici della vaccinazione in gravidanza siano di gran lunga superiori ai rischi.

Nel secondo trimestre, si prevede un aumento, per le donne normopeso, di circa 1/2 kg a settimana a causa dell’aumento dei tessuti materni (volume mammario, placenta, liquido amniotico, riserve di grassi) e della crescita fetale. I LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano un fabbisogno aggiuntivo di 350 kcal al giorno.

L’influenza può rappresentare un rischio. Può presentarsi in forme di gravità variabile, da molto lievi a forme gravi e complicate da polmonite e insufficienza respiratoria. Anche se la donna è sana, i cambiamenti dati dalla gravidanza sul sistema immunitario, sulle funzionalità cardiache e polmonari possono rendere l’influenza più pericolosa. L’OMS ritiene le donne incinte come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto, pertanto è importante che venga fatto il vaccino antinfluenzale, possibilmente all’inizio della stagione fredda. Peraltro la vaccinazione è offerta gratuitamente dal SSN. Va sottolineato che pare che le donne in stato interessante siano più vulnerabili a questa infezione ed esse inoltre hanno una probabilità 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale di avere bisogno di ricovero in ospedale e cure intensive in caso di influenza: il 7-10% dei ricoveri per influenza è costituito da donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Come noto, patologie severe durante la gravidanza aumentano le probabilità di problemi per il nascituro, come parto prematuro.

Per quanto riguarda la sicurezza, la letteratura scientifica indica che i benefici della vaccinazione in gravidanza siano di gran lunga superiori ai rischi.

 

 

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Alimenti consigliati

Alimenti alleati del riposo come cereali integrali, banane e latte (a meno di non avere i sintomi della gastroenterite). Possono aiutare, soprattutto la sera, tisane calde alla camomilla

 

Alimenti da sconsigliare

Da ridurre o eliminare anche sostanze eccitanti, come per esempio le bibite energizzanti a base di caffeina e teina e il caffè.

 

Riposo

In gravidanza può succedere di avere più difficoltà a dormire. Alcuni accorgimenti possono rappresentare un aiuto:

  • non esagerare con i riposini durante la giornata,
  • non fare alla sera nulla che porti ad aumentare lo stato di veglia,
  • mettersi sdraiate sulla schiena o su un fianco per addormentarsi.

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Consigli

Una donna che soffre d’asma deve esser consapevole che questa patologia in gravidanza è più difficile da controllare. Infatti può accadere che si evolva verso una maggiore gravità; inoltre circa un terzo delle pazienti va incontro a riacutizzazione, specie nel secondo e nel terzo trimestre. A causa dei cambiamenti ormonali, nel primo e nell’ultimo mese di gravidanza, si presenta invece un rischio minore di attacchi asmatici. Anche in caso di asma è possibile portare a termine la gravidanza: ma è necessario seguire con attenzione le indicazioni degli specialisti. L’asma materno in corso di gravidanza è infatti stato associato ad un maggiore rischio di alcune problematiche, quali per esempio pre-eclampsia, basso peso alla nascita, parto prematuro e mortalità perinatale. E’ quindi importante evitare l’esposizione ai fattori che causano gli attacchi d’asma e consultare il medico per valutare la necessità di una terapia farmacologica. L’obiettivo è quello di evitare l’attacco asmatico, possibile causa di un’ipossia placentare che può compromettere l’ossigenazione fetale. La notizia rassicurante è che, solitamente, dopo tre mesi dal parto, si verifica una remissione della sintomatologia con ripristino della condizione precedente alla gravidanza.

 

 

 

Quali farmaci consigliati:

Le pazienti in gravidanza con sintomi di asma molto sporadici e di breve durata non richiedono, in genere, alcun trattamento farmacologico continuativo per l’asma. In caso di una forma asmatica più severa e persistente il medico consiglierà l’uso di farmaci di fondo, come per esempio i corticosteroidi inalatori, per tenere la situazione sotto controllo. Quando è in corso l’episodio d’asma, non sospendere o cambiare di propria iniziativa la terapia prescritta dal medico.

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Consigli

Aumento della sete, incremento della diuresi, infezioni frequenti (esempio: candidosi e cistiti), perdita di peso, sono alcuni dei campanelli d’allarme che possono far sospettare la presenza di diabete gestazionale, tra le più frequenti complicanze in gravidanza. In questo caso è consigliabile recarsi dal medico. La prima analisi sarà la misurazione della glicemia. Questa, se elevata, può essere spia di malattia e richiedere una valutazione specialistica. Il diabete gestazionale si origina da cambiamenti ormonali legati alla gravidanza. Obesità e familiarità con un paziente diabetico possono rappresentare fattori di rischio. Per evitare complicanze, anche serie, sia alla madre sia al nascituro è consigliabile diagnosticarlo tempestivamente e trattare la malattia in modo adeguato. Quindi il consiglio più importante è quello di farsi seguire da un diabetologo. Sarà utile per gestire la malattia anche tenere un “diario glicemico giornaliero”, dove annotare i valori glicemici (è importante l’automonitoraggio glicemico), il tipo e le quantità di cibo mangiato, le dosi di insulina assunte e l’attività fisica svolta. Le buone notizie sono che, in genere, il diabete gestazionale non è uno stato incompatibile con la gravidanza e tende a scomparire dopo il parto.

 

 

Attività fisica

In caso di diabete è consigliabile un’attività fisica regolare e moderata che aiuta a mantenere bassi i livelli di glicemia nel sangue e diminuisce i rischi per la salute perché agisce in modo positivo sul metabolismo, sulle funzioni ormonali, sul sistema nervoso e su quello cardiocircolatorio.

 

 

Alimenti consigliati

In caso di diabete è opportuno seguire una dieta povera di carboidrati e ricca di verdura e legumi che forniscono fibra utile a contenere la glicemia. Vanno eliminati dolci, alcolici e superalcolici, e deve essere bevuta acqua in abbondanza.

 

 

Farmaci consigliati

In caso di diabete non assumere nessun medicinale e non modificare o sospendere la terapia prescritta senza averne prima parlato con il curante.

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Consigli

La diagnosi di ipertensione gestazionale avviene in presenza di valori di pressione arteriosa sistolica ≥140 mmHg e/o di pressione diastolica ≥90 mmHg, in almeno due misurazioni consecutive, a distanza di almeno 6 ore l'una dall'altra, dopo la 20a settimana di gravidanza, in una donna normotesa prima della gravidanza e prima della 20a settimana. La maggior parte delle forme lievi può essere gestita in un ambiente extra- ospedaliero, in regime ambulatoriale.

L'ipertensione gestazionale viene considerata invece severa quando la pressione sistolica e/o diastolica raggiungono rispettivamente 160 mmHg e 110 mmHg. Il medico saprà dare in questi casi consigli opportuni e personalizzati.

 

 

Attività fisica

L’attività fisica può essere controindicata in caso di ipertensione gestazionale. Chiedere al medico cosa è permesso nel proprio caso. In alcune situazioni moderate-severe potrebbe venire consigliato il riposo a letto, protratto anche per l'intera durata della gravidanza, ma poiché tale pratica aumenta il rischio di eventi tromboembolici è consigliabile seguire gli esercizi e i consigli del medico.

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Consigli

La malattia cardiovascolare complica circa lo 0,5–3% di tutte le gravidanze nel mondo industrializzato e rappresenta la principale causa di mortalità materna nel mondo occidentale. L’incidenza delle complicanze dipende dal tipo di patologia e dal grado di compensazione. La gravidanza si accompagna a modificazioni emodinamiche che possono scompensare una cardiopatia preesistente e quindi è fondamentale che la donna venga seguita da uno specialista. In caso di malattie genetiche o malformazioni cardiache congenite, è opportuno considerare una consulenza genetica per la valutazione del rischio di ricorrenza nella futura prole e delle possibilità di diagnosi prenatale invasiva.

 

Farmaci consigliati

I cambiamenti fisiologici legati alla gravidanza possono modificare la cinetica dei farmaci usati per le patologie cardiovascolari, di conseguenza il loro utilizzo deve essere monitorato quindi attentamente e può variare nelle diverse fasi della gravidanza.

 

Vitamine e sali minerali consigliati

In caso di patologie cardiovascolari è opportuno cominciare la supplementazione di acido folico 1-3 mesi prima del concepimento e continuare ad assumerlo almeno fino alla fine del primo trimestre di gravidanza.

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Consigli

Le donne in età fertile con patologia renale dovrebbero essere valutate dal nefrologo per definire i rischi legati a una gravidanza. In caso di insufficienza renale cronica di grado lieve-moderato le donne in genere non corrono rischi sostanziali di peggioramento dell'insufficienza renale. Tuttavia esse devono essere seguite da un Centro con esperienza nella gestione della gravidanza a rischio, con Ginecologi e Nefrologi, dove sia anche disponibile una Unità di Terapia Intensiva Neonatale.

Alcune malattie possono rendere la gestazione più complessa. In caso di patologia concomitante è importante che la donna incinta si rivolga sempre al proprio curante per indicazioni personalizzate in base alle esigenze individuali. Le informazioni seguenti non sostituiscono il consiglio del medico.

Primo Trimestre, Secondo trimestre

Gli ormoni circolanti e le modificazioni legate alla gravidanza rendono il secondo trimestre di gravidanza un periodo particolarmente a rischio di riacutizzazioni asmatiche nelle donne che soffrono di allergie respiratorie e rinite allergica.

 

 

Terzo trimestre

Gli ormoni circolanti e le modificazioni legate alla gravidanza rendono il terzo trimestre di gravidanza un periodo particolarmente a rischio di riacutizzazioni asmatiche nelle donne che soffrono di allergie respiratorie e rinite allergica.

 

Consigli

Oltre il 20% delle future mamme soffre di allergie respiratorie e i sintomi possono peggiorare a causa dei cambiamenti ormonali, soprattutto nel secondo e terzo trimestre. Il consiglio quindi è quello di evitare quanto possibile di esporsi agli allergeni.

 

 

Farmaci consigliati

Le donne incinte con allergie respiratorie possono evitare l’assunzione di farmaci specifici se i sintomi lievi o moderati e transitori. In caso di necessità però il medico potrà prescrivere farmaci idonei, come per esempio gli antistaminici topici o orali con i minori rischi materno-fetali. Va ricordato che gli antistaminici di prima generazione sono sconsigliati per il loro effetto sedativo. Non assumere nessun medicinale contro l’allergia senza averne prima parlato con il curante.