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Disturbi del cavo orale e delle vie respiratorie


Disturbi del cavo orale e delle vie respiratorie



    Disturbi del cavo orale e delle prime vie respiratorie

    I disturbi a carico del cavo orale e delle prime vie respiratorie sono molteplici e possono interessare diverse aree come lingua, denti, palato e tonsille. Le condizioni invernali, le basse temperature, gli sbalzi termici frequenti, e la predilezione di luoghi chiusi, possono aumentare il rischio di stati influenzali e dei disturbi del cavo orale associati ad essi.

    La stomatite, ad esempio, è un processo infiammatorio che interessa la cavità orale e che può colpire sia adulti che bambini. L'infiammazione può apparire in un punto preciso (palato, lingua, gengive e labbra) o può interessare l'intera mucosa orale. Questo disturbo è molto fastidioso e i cui sintomi possono essere molteplici, tra cui arrossamento diffuso, gonfiore delle mucose, afte (ulceri orali), e in molti casi anche fenomeni di sanguinamento. Queste lesioni dolorose possono aumentare durante la masticazione, comportando, a lungo andare, per chi ne è affetto, mal nutrizione. Inoltre, in base al distretto coinvolto, possono comparire disturbi secondari come glossiti (lingua) o gengiviti (gengive). La gengivite è infatti anch'essa un'infiammazione, che provoca alitosi, arrossamento, gonfioree talvoltasanguinamento. Il più delle volte è dovuta ad una scorretta igiene orale, ricostruzioni dentarie imprecise, fumo, o ad un deficit vitaminico.

    Una delle malattie classiche dell'inverno e dei cambi di stagione, è la gola infiammata o faringite. Pizzicore e dolore durante la deglutizione sono due dei sintomi più fastidiosi del mal di gola, che nella maggior parte dei casi, è causato da infezioni virali e può essere associato ad altri sintomi, quali naso chiuso e starnuti frequenti. Se questo disturbo coinvolge anche le tonsille, due piccoli linfonodi, allora siamo di fronte ad una faringotonsillite, che provocano dolore e arrossamento della gola e delle tonsille. Si tratta di un'infezione provocata da agenti patogeni come virus o batteri e, soprattutto quando ad ammalarsi sono i più piccoli, il responsabile principale è lo Streptococco. Faringiti e faringotonsilliti, possono inoltre estendersi alle alte vie aeree, colpendo le adenoidi e provocando l'insorgenza della sinusite, una malattia infiammatoria delle cavità localizzate intorno al naso e agli occhi. I sintomi comprendono forti cefalee, mal di denti, stanchezza e talvolta febbre.


    Cosa si può fare per prevenire le malattie del cavo orale?

    I comportamenti che rappresentano i principali fattori di rischio per l'insorgenza di disturbi del cavo orale sono soprattutto la scorretta alimentazione, il fumo e l'abuso di alcol. Dunque, la prevenzione in ambito orale si può applicare mediante diversi atteggiamenti:

    • Il controllo della placca batterica, mediante una valida pulizia dei denti e una continua igiene orale;
    • Una corretta alimentazione. I batteri della placca dentaria, infatti, si nutrono degli zuccheri contenuti nei cibi e nelle bevande; dunque, il migliore consiglio è di limitare il consumo di questi alimenti;
    • Evitare il fumo.


    Focus su Benzidamina cloridrato, Flurbiprofene, Ambroxolo

    Il trattamento dei disturbi del cavo orale deve essere specifico per ognuna delle condizioni che abbiamo elencato. Il più delle volte è solo il medico che può fare un'attenta valutazione dei disturbi e quindi del giusto trattamento da applicare.

    La benzidamina cloridrato è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS)che viene utilizzato abitualmente per il trattamento sintomatico di infiammazioni delle vie respiratorie (riniti, sinusiti,tonsilliti faringiti, e comuni malattie da raffreddamento) e del cavo orale (gengiviti, stomatiti, paradentiti). Ne esistono diverse forme farmaceutiche in commercio (collutori, spray, pastiglie); come colluttorio, la benzidamina cloridrato può anche essere venduto in combinazione con il cetilpiridinio cloruro (un antisettico). Insieme, questi due principi attivi, svolgono un'azione antinfiammatoria, antidolorifica ed antisettica e sono indicati, oltre che per le diverse irritazioni del cavo orale, anche prima o dopo casi di estrazioni dentarie. Generalmente si consigliano 3 lavaggi al giorno con collutorio, 3-4 applicazioni giornaliere di spray, o l'assunzione di una pastiglia 3 volte al giorno da sciogliere in bocca. Si raccomanda di non prolungare la terapia oltre i 3-5 giorni di trattamento perché potrebbe dare origine a fenomeni di sensibilizzazione al farmaco. In condizioni particolari, come gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile il consulto del medico.

     Un altro farmaco frequentemente impiegato è il flurbiprofene, anch'esso un farmaco antiinfiammatorio non steroideo venduto sia in pastiglie che in forma liquida, adatto al trattamento delle infiammazioni della bocca e della gola. La dose raccomandata è di 1 pastiglia ogni 3-6 ore, per un massimo di 8 pastiglie nelle 24 ore, e 2-3 risciacqui con il collutorio appositamente diluito. Come per altri farmaci, il suo uso non deve essere protratto e non deve essere somministrato a persone che soffrono o che hanno sofferto di ulcera gastrica, a coloro che presentano alterazioni della funzionalità del fegato o dei reni, a soggetti cardiopatici e a donne in gravidanza. Per quanto riguarda l'ambroxolo, esso è un farmaco ha una potente azione antiossidante ed antinfiammatoria, che consentono di proteggere la mucosa delle vie respiratorie dalle numerose lesioni e attacchi che subisce durante la stagione invernale. La scelta del formato e del dosaggio di ambroxolo da utilizzare spetta al medico in seguito alla valutazione delle condizioni di salute generali del paziente. In soggetti con pregressa ulcera epatica, patologie renali o del fegato, donne e bambini con età inferiore ai due anni, ne è sconsigliato l'uso.

     

    Bibliografia