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La prevenzione: dalla vaccinazione alla profilassi


La prevenzione: dalla vaccinazione alla profilassi



La meningite è una patologia severa, per questo è importante adottare ogni mezzo disponibile per limitare il rischio di ammalarsi.


Abitudini di vita

Come per la prevenzione dell'influenza, anche per quella della meningite sono utili alcune misure, dettate dal buon senso, di igiene e prudenza.

Si può infatti ridurre il rischio di contrare meningite e sepsi seguendo alcune misure di tipo ambientale e comportamentale, come (1, 2):

  • Lavarsi accuratamente le mani e curare l'igiene personale;
  • Gli ambienti devono essere areati a lungo: il meningococco è altamente sensibile alle variazioni di temperatura e all'essiccamento;
  • Pulire accuratamente le superfici con cui si entra in contatto (pavimenti, pareti lavabili, servizi igienici, superfici per il consumo dei pasti e superfici di lavoro e così via) per ridurre la carica batterica (sanificazione);
  • Lasciare a disposizione nei lavandini sapone liquido e salviette monouso;
  • Negli asili lavare periodicamente i giocattoli, scoraggiando l'uso di quelli morbidi non lavabili;
  • Un'adeguata e prolungata aerazione dei locali affollati e molto frequentati, come caserme, asili, scuole, convitti, e così via.


La vaccinazione

Lo strumento più efficace per prevenire la meningite batterica, quella più pericolosa, è sicuramente il vaccino. Questo è indicato per le fasce di popolazione raccomandate e per i gruppi a rischio: tutelando loro si protegge così anche la collettività.

La scheda vaccinale in vigore fino al 2016 prevedeva (1, 2, 3):

  • La vaccinazione anti-meningococco C è gratuita, il calendario nazionale prevede la somministrazione di una sola dose a 13 mesi. È inoltre raccomandata e gratuita per gli adolescenti, sia per coloro che non sono mai stati vaccinati nell'infanzia, sia per chi abbia già ricevuto la dose prevista a 13 mesi;
  • In alcune regioni, il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W è consigliato, in alternativa al monovalente contro il stereotipo C, sia come richiamo per gli adolescenti, sia per quelli che non sono stati vaccinati da piccoli. Alcune Regioni lo hanno inserito in alternativa al monovalente anche nell'infanzia;
  • Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W dovrebbe essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino;
  • Il vaccino contro il meningococco B è attualmente offerto gratuitamente ai bambini nel corso del primo anno di vita solo in alcune regioni e lo sarà presto anche a livello nazionale. Il nuovo calendario nazionale prevede la somministrazione di 3 dosi nel corso del primo anno di vita, più un richiamo dopo l'anno di età.
  • I vaccini contro l'Haemophilus Influenzae di tipo b e contro il Pneumococco sono nel calendario vaccinale per i bambini e sono previsti, gratuitamente, al 3°, 5° e 11° mese;
  • In alcune Regioni l'offerta gratuita della vaccinazione anti-pneumococcica è stata estesa anche agli anziani. Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale ne prevede l'offerta attiva e gratuita ai soggetti di 65 anni di età.

Il vaccino anti-meningococco è inoltre fortemente raccomandato:

  • In persone a rischio o perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.);
  • In presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell'Africa).

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata, a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate.

A partire dal 2017 e fino al 2019 il nuovo piano vaccinale (4) ha introdotto una maggiore attenzione alla meningite e più possibilità di accedere gratuitamente alle vaccinazioni. Ecco come verranno distribuite nei diversi anni:

Primo anno

Il primo anno di vita è di fondamentale importanza per immunizzare contro alcune delle più importanti malattie prevenibili, somministrando i cicli di base che richiederanno poi (nella maggior parte dei casi) una dose di richiamo nel corso del secondo anno.

Il ciclo di base per il vaccino contro l'Haemophilus influenzae di tipo B, somministrato in genere attraverso un vaccino esavalente, consiste di due dosi al 3° (che inizia al 61° giorno) e 5° mese di vita. Simultaneamente, ma in sede anatomica diversa (quadricipite femorale della coscia contro-laterale), è raccomandata la somministrazione del vaccino pneumococcico coniugato, che garantisce la più ampia protezione possibile nei confronti dei sierotipi circolanti.

A tutti i nuovi nati di vita è raccomandata anche la somministrazione delle 3 dosi iniziali del vaccino anti-meningococco B. E' molto importante iniziare il più presto possibile il ciclo di somministrazioni, si suggerisce nel primo anno, poiché l'incidenza delle malattie invasive causate da tale agente eziologico è massima nei primi due anni di vita. Una cautela: la somministrazione simultanea del vaccino meningococcico B con altri prodotti determina una maggiore probabilità di febbre di grado moderato/elevato, quindi è opportuno evitare la co-somministrazione con altri vaccini previsti in calendario. Nel caso la vaccinazione fosse iniziata dopo il 6° mese, è possibile utilizzare un ciclo a sole 3 dosi, con le prime due raccomandate, rispettivamente, al 7° e al 9° mese di vita.

Secondo anno

Nel secondo anno vanno completati i richiami dell'Haemophilus influenzae di tipo B tramite il vaccino esavalente (11°-13° mese di vita) e, simultaneamente, la dose di richiamo della vaccinazione pneumococcica coniugata, così come la quarta dose del vaccino contro il meningococco B (o terza dose, nel caso di schema a 3 dosi).

La vaccinazione contro il meningococco C è raccomandata tra 13° e 15° mese di vita. In alternativa al vaccino anti-meningococco C, potrebbe essere utilizzato il vaccino tetravalente A,C,Y,W135, che offre una protezione ampliata a ceppi di meningococco che sono ancora poco presenti nel nostro Paese, ma che potrebbero diffondersi in seguito a cambiamenti climatici e movimenti migratori o che potrebbero essere incontrati nel corso di viaggi. Per evitare il rischio di febbre moderata/alta, si ricorda di evitare la somministrazione simultanea del vaccino meningococcico B con altri vaccini.

L'infanzia (5-6 anni)

Nei soggetti a rischio va rammentata l'immunizzazione anti-pneumococcica. In particolare andrà valutata la possibilità di somministrare una prima dose con vaccino coniugato, seguita ad almeno 2 mesi di distanza da una dose di vaccino polisaccaridico.

L'adolescenza (11-18 anni)

Durante l'adolescenza vanno effettuati richiami e nuovi vaccini. Tra questi è fortemente raccomandata una dose di vaccino anti-meningococcico quadrivalente ACYW135, sia a chi non abbia mai effettuato, nell'infanzia, la vaccinazione C o quadrivalente, sia a chi abbia già ricevuto una dose, perché la sua protezione tende a diminuire nel tempo.

Per quanto riguarda la vaccinazione, recentemente introdotta, contro il meningococco B, si preferisce dare la priorità alla sua somministrazione nella prima infanzia, quando la malattia colpisce più di frequente. Tuttavia è plausibile che in futuro verrà estesa anche alla popolazione adolescente, in linea con le altre protezioni contro le infezioni meningococciche.

Per quanto riguarda il pneumococco, permane l'attenzione verso le persone a rischio, per le quali verrà valutata la possibilità di somministrare una prima dose con vaccino coniugato, seguita ad almeno 2 mesi di distanza da una dose di vaccino polisaccaridico.

Età adulta (19-64 anni)

Nelle situazioni a rischio è consigliata la vaccinazione contro lo pneumococco. Andrà valutata la possibilità di somministrare una prima dose con vaccino coniugato, seguita ad almeno 2 mesi di distanza da una dose di vaccino polisaccaridico. Nel caso permangano situazioni epidemiologiche di rischio anche per l'età adulta, deve essere somministrata una dose di vaccino quadrivalente meningococcico ACYW135.

Anziani (>64 anni)

Nell'anziano viene offerta attivamente la vaccinazione con vaccino pneumococcico coniugato, seguita da una dose di vaccino polisaccaridico (è importante seguire questo ordine per non diminuire l'effetto protettivo). In genere si consiglia alle persone di 65 anni. In alcune Regioni con situazioni di particolare rischio epidemiologico, si può offrire tale vaccino anche ai soggetti di 70 anni.


Cosa fare nel caso si sospetti di essere stato esposto al contagio?

Nei centri sanitari si vedono persone in coda per vaccinarsi, ma per capire a chi sia veramente utile è fondamentale conoscere le istruzioni del Ministero della Salute.

Durante un focolaio epidemico o di un caso di malattia batterica invasiva, è importante identificare rapidamente il patogeno, per scegliere le misure di profilassi più adeguate e individuare, se necessario, i contatti stretti da sottoporre a chemioprofilassi o a sorveglianza sanitaria (2). In genere se l'infezione è di origine batterica, viene indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Nel caso di malattia invasiva da meningococco, sono considerati contatti stretti coloro che, nei 7 giorni precedenti (2):

  • Abbiano condiviso l'abitazione, un ambiente di studio (la stessa classe), di lavoro (la stessa stanza) o lo stesso mezzo di trasporto per viaggi di alcune ore;
  • Abbiano dormito nella stessa casa o mangiato allo stesso tavolo del malato;
  • Abbiano avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) o abbiano avuto contatti ravvicinati (per esempio in condizioni di sovraffollamento o in discoteca);
  • Siano stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

Queste persone verranno monitorate dai medici per riconoscere tempestivamente eventuali sintomi suggestivi di contagio e febbre, per poterli curare rapidamente e limitare il rischio di trasmissione ad altri individui. Tale sorveglianza sanitaria, nel caso di malattia da meningococco, si prolungherà per 10 giorni dall'esordio dei sintomi nel paziente, passato questo periodo non saranno più considerati a rischio.

Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso, poichéé non si verificano di norma focolai epidemici (2).

In caso di meningite o sepsi da Haemophilus influenzae, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti e in particolare dei conviventi, sebbene il rischio di un secondo caso dopo quello indice sia molto basso (2).


Bibliografia

  1. Meningite, Cosa c'e da sapere. Ministero della Salute/Aifa
  2. Ministero della Salute. Meningite. 
  3. Calendario vaccinale Ministero della Salute.
  4. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019

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