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Qual è la situazione in Italia


Qual è la situazione in Italia



Da mesi incalzano su giornali, TV e siti web, numerose notizie che riportano casi di meningite, culminati a volte nel decesso del paziente, altre nella smentita e nella scoperta che si trattava di altra patologia. L'amplificazione mediatica che ne è derivata ha generato una forte preoccupazione nella popolazione, causando spesso la perdita del muro di razionalità necessario per una valutazione obiettiva dei fatti e di conseguenza determinando un'alterata percezione della realtà.

Le istituzioni stanno sottolineando con forza l'importanza di guardare ai numeri e ribadiscono che si tratta solamente di "un'epidemia mediatica", guidata a volte da un sensazionalismo della singola notizia, priva di una corretta contestualizzazione (1). La malattia è sì pericolosa, ma dal punto di vista epidemiologico non è così incisiva come invece percepito. Il meningococco di tipo C, il più letale, ha causato 36 decessi negli ultimi quattro anni, in una popolazione di quasi 65 milioni di persone. Se consideriamo l'intero quadriennio analizzato (dal 2013 al 2016), abbiamo 629 decessi per meningite da qualsiasi causa, a fronte di 6786 pazienti diagnosticati. Per poter fare un confronto, si pensi che i decessi da incidente stradale nel nostro Paese sono stati 3419 solo nell'anno 2015 (2). La gravità della situazione non va minimizzata, ma è necessario riportarla entro i parametri della documentazione oggettiva (3).

Dati chiari possono evincersi dalle informazioni raccolte dal sistema di sorveglianza italiano, attivato nel 2007 (3). Va innanzitutto precisato che l'Italia si colloca, nel contesto europeo, come paese a bassa incidenza di malattia invasiva da meningococco, pneumococco ed emofilo (3).

La diffusione delle malattie invasive (meningiti e/o sepsi) appare sovrapponibile a quella dell'anno scorso. Il patogeno più pericoloso, il meningococco, continua a essere responsabile, in Italia, di circa 200 casi l'anno, mentre le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco sono in diminuzione (1).

Nella tabella 1 sono riportati il numero dei casi confermati e i tassi d'incidenza di malattia batterica invasiva da meningococco (tutti i sierogruppi, sierogruppo C e sierogruppo B), da pneumococco e da emofilo (tutti i sierotipi e i ceppi di tipo b) nella popolazione generale e nella fascia di età 0-4 anni, in cui l'incidenza eÌ massima (3). I dati, relativi agli anni 2008 e 2014 evidenziano una riduzione delle malattie batteriche invasive da pneumococco nel bambino e da meningococco C in tutte le fasce di età in concomitanza all'aumento delle coperture vaccinali nelle Regioni italiane. Va menzionato però l'aumento delle segnalazioni dei casi di malattia invasiva da pneumococco nell'anziano (dato non riportato in tabella). L'incidenza della malattia invasiva da emofilo è particolarmente bassa, sottolineando le conseguenze positive del programma d'immunizzazione universale attivo in Italia dal 1995 (3).

Nel 2015, ultimo anno con dati consolidati (Tabella 2 e grafico), sono stati segnalati 1256 casi di malattia invasiva da Streptococcus pneumoniae (pneumococco), 196 da Neisseria meningitidis (meningococco) e 131 da Haemophilus influenzae (emofilo) (4). Sono quindi effettivamente leggermente aumentati le infezioni sia da S. pneumoniae che da N. meningititis. L'incremento del primo potrebbe essere dovuto in parte anche ad un aumento della sensibilità diagnostica e ad una maggiore attenzione al problema. L'aumento del secondo invece eÌ da attribuire all'aumento dei casi di meningococco C registrato in regione Toscana nel biennio 2015-2016 (4).

Nel 2016 (Tabella 2 e grafico) sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un'incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Ancora si risente della trasmissione più elevata di meningite in Toscana, dove comunque la situazione appare costante (2).

Tabella 1: Numero di casi e incidenza per 100.000 abitanti di malattie batteriche invasive per fascia di età in Italia (Fonte ISS- Sistema MIB, 2008-2014) (Mod da 3.) 

Tabella 2: Malattie invasive da N. meningitidis, S. pneumoniae, H. influenzae e meningiti da altri batteri (Mod. da 4)

GRAFICO: Numero di casi di Malattie invasive da N. meningitidis, S. pneumoniae, H. influenzae e meningiti da altri batteri dal 2011 al 2016 (dati parziali, aggiornati al 16/11/2016) (Mod. da 3, 4)

Nel complesso è stato proprio l'incremento anomalo di malattie invasive da meningococco C nella zona centrale della Toscana dal 2015 ad aver attirato l'attenzione dei media, e di conseguenza della popolazione (1). In quell'area infatti nel 2015 è circolato un clone di meningococco particolarmente aggressivo. Da qui la risposta decisa da parte delle autorità sanitarie della Regione Toscana che, per limitarne la diffusione, ha adottato una politica di offerta vaccinale molto ampia che però non ha raggiunto l'obiettivo desiderato nel 2016, probabilmente perché non sono stati ancora raggiunti i livelli di copertura vaccinali ideali in alcune fasce di età e gruppi di popolazione (1). La conseguenza di tutto questo è stata quella di far crescere la preoccupazione della popolazione, non solo a livello locale, ma, dal 2016 a quello nazionale. Un allarme non giustificato però, va sottolineato, da un aumento dei casi di meningite meningococcica in altre Regioni (1).

Per quanto riguarda la letalità della meningite, questa è di circa il 10% nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12% nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti) (2).


Bibliografia

  1. Epicentro. Meningite: l'epidemia è solo mediatica. 
  2.  Ministero della Salute. Meningite, il punto della situazione in Italia.
  3. Protocollo per la sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo e delle meningiti batteriche in Italia. 11 aprile 2016.
  4. Dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 16 novembre 2016. ISS