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Attenzione ai “cugini” di primavera


Attenzione ai "cugini" di primavera



I dati emersi dal rapporto Influnet evidenziano che l'epidemia influenzale è oramai quasi al termine, in anticipo rispetto allo scorso anno, ma l'attenzione non deve calare. Nelle settimane di marzo che anticipano la primavera risorgono infatti i virus 'cugini'. "Stiamo uscendo dal periodo epidemico delle sindrome influenzali - spiega all'Adnkronos Salute il virologo dell'Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco - Quello che resta è una coda di 1-2 settimane in cui assisteremo, come ogni fine stagione, a diversi casi di sindromi simil-influenzali dovute a 'virus cugini' con manifestazioni gastroenteriche". Queste possono essere causate da diversi agenti patogeni e, in genere, come l'influenza, si risolvono rapidamente e spontaneamente. In ogni caso è importante curare la gastroenterite infettiva in modo adeguato, perché le forme più serie possono danneggiare la barriera della mucosa e non solo determinare i ben noti sintomi acuti, quali vomito, diarrea e dolore addominale, ma anche predisporre l'individuo affetto anche al rischio di sviluppare disturbi intestinali cronici.

Soprattutto nei più piccoli va prestata particolare attenzione ai Rotavirus, la causa più comune e, secondo l'OMS la più grave, di gastroenteriti virali fra i neonati e i bambini al di sotto dei 5 anni. L'attuale piano vaccinale consiglia di immunizzare tutti i neonati a partire dalla 6° settimana di vita, in 2 o 3 dosi (in funzione del vaccino utilizzato). Questa vaccinazione è co-somministrabile con le altre previste per l'età. Il ciclo vaccinale, che dovrebbe essere completato non oltre gli 8 mesi di vita, permette una riduzione del 75% del rischio di incorrere in gastroenteriti ed ospedalizzazioni.

Per proteggersi dai virus 'cugini' valgono sempre le solite raccomandazioni: non scordarsi di mettere in tavola frutta e verdura, prestare attenzione all'igiene personale (lavarsi le mani frequentemente e accuratamente), a quella della casa, degli asili nido e dei luoghi dove vivono persone soggette a maggior rischio, come gli anziani o gli immunodepressi.

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