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Influenza 2015-16: caratteristiche e prevenzione


Influenza 2015-16: caratteristiche e prevenzione



Come di regola, con l'arrivo dell'autunno e l'abbassarsi delle temperature, i virus influenzali si rimettono all'opera, divenendo progressivamente più attivi e temibili man mano che le settimane passano. Anche quest'anno la stagione influenzale è ufficialmente aperta dalla metà di ottobre, dopo il riscontro del primo caso italiano a Bologna (9 ottobre) e la ripresa del monitoraggio epidemiologico settimanale da parte dei medici di Medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta aderenti alla Rete di sorveglianza InfluNet, coordinata dall'Istituto superiore di Sanità (12-19 ottobre). È, dunque, già ora di pensare a come proteggersi, tanto dall'influenza vera e propria quanto dalle innumerevoli sindromi respiratorie e febbrili che le somigliano.

La migliore arma preventiva per il vaccino antinfluenzale

Sottoporsi al più presto alla vaccinazione antinfluenzale stagionale è, senza dubbio, il metodo migliore per evitare di incorrere in un malanno molto fastidioso e debilitante a qualunque età e che può comportare seri rischi aggiuntivi per gli anziani e le persone rese più fragili da malattie croniche importanti, soprattutto di tipo cardiovascolare (scompenso cardiaco, malattie coronariche ecc.), respiratorio (broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma ecc.) e metabolico (diabete), o da una riduzione significativa delle difese immunitarie (immunodeficienze di varia natura, terapie immunosoppressive ecc.) o della funzionalità epatica e renale.

Per essere efficace, il vaccino antinfluenzale va assunto ogni anno perché l'immunizzazione che è in grado di determinare ha una durata limitata (6-8 mesi) e perché i ceppi dei virus influenzali più diffusi nell'ambiente cambiano continuamente, rendendo poco utili non soltanto i vecchi vaccini, ma anche l'eventuale immunità naturale acquisita "sul campo", ossia avendo contratto l'influenza durante l'autunno-inverno precedenti, da non-vaccinati.

Il periodo previsto per la vaccinazione antinfluenzale va, come sempre, dall'inizio di novembre alla fine di dicembre, ma il consiglio è assumerlo non appena possibile, dal momento che per ottenere una protezione adeguata servono almeno due settimane e che intercettare i virus è sempre possibile, soprattutto se si frequentano luoghi affollati come mezzi di trasporto pubblici, scuole, uffici ad alto flusso di persone, centri commerciali, cinema, centri fitness o si svolgono attività professionali a contatto con il pubblico o per altre ragioni a rischio (impiegati di front office, insegnanti, conducenti di tram, autobus o taxi, camerieri, baristi, parrucchieri, infermieri, medici, farmacisti, dentisti ecc.)

La raccomandazione di assumere il nuovo preparato stagionale è valida per tutti e particolarmente forte quest'anno, dal momento che ben due dei 3-4 ceppi virali più diffusi nei prossimi mesi sono nuove varianti, quindi sconosciuti per il sistema immunitario di gran parte della popolazione. Non vaccinarsi all'inizio della stagione influenzale 2015-16 significa, quindi, esporsi a un'elevatissima probabilità di contrarre l'influenza e di dover trascorrere diversi giorni a letto tra febbre alta, mal di testa, indolenzimenti muscolo-scheletrici, malessere generalizzato, debolezza e, soprattutto nei bambini, disturbi gastroenterici.

Per avere un'idea di quel che potrebbe succedere se non si vaccinasse per tempo un numero sufficiente di persone, basta ricordare l'esplosione di casi di influenza che ha interessato tanto l'Italia quanto gli Stati Uniti lo scorso anno, quando i timori relativi ad alcuni lotti di vaccino antinfluenzale "sospetti" hanno indotto molti a farne a meno. I vaccini immessi sul mercato erano, in realtà, privi di difetti, ma il risultato della loro mancata assunzione è stato il contagio di oltre sei milioni di italiani in meno di sei mesi, con numerosi casi gravi (485 per la precisione, contro i 39 totali della stagione 2013-14) e decessi (160, contro i 16 della stagione 2013-14), soprattutto tra anziani, malati cronici e neonati.

La composizione dei nuovi vaccini tri- e quadri-valenti

Per quel che riguarda l'esatta composizione, il vaccino trivalente raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la stagione 2015-16 nell'emisfero settentrionale, sulla base delle rilevazioni epidemiologiche della scorsa primavera-estate, comprende:

  • antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1)pdm09;
  • antigene analogo al ceppo A/Switzerland/9715293/2013 (H3N2);
  • antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).

La variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Switzerland/9715293/2013) sostituisce il ceppo A/Texas/50/2012 contenuto nel vaccino della stagione 2014/2015, mentre la nuova variante di tipo B (B/Phuket/3073/2013) sostituisce il precedente ceppo vaccinale, B/Massachusetts/2/2012. I dati raccolti dalla rete di sorveglianza dell'OMS hanno indicato che la maggior parte dei virus A(H1N1)pdm09 identificati a livello mondiale sono risultati antigenicamente e geneticamente correlati al ceppo A/California/7/2009, contenuto nel vaccino della stagione 2014/2015 che, pertanto, è rimasto invariato.

Oltre al classico vaccino trivalente, da quest'anno, in Italia è disponibile anche il nuovo vaccino antinfluenzale quadrivalente, che protegge da un ceppo di virus influenzale in più, riducendo ulteriormente il rischio di ammalarsi. In aggiunta ai tre già citati, il preparato quadrivalente previsto per la stagione 2015-16 contiene l'antigene analogo al ceppo virale B/Brisbane/60/2008-like (lineaggio B/Victoria/2/87), individuato anche in questo caso dall'OMS in base ai dati epidemiologici raccolti a livello internazionale. Per decidere quale specifico vaccino assumere è bene far riferimento al medico di fiducia, che potrà anche somministrare il preparato con una semplice e innocua iniezione sottocutanea nella parte alta del braccio, sotto la spalla, (adulti e bambini con più di due anni) o nella zona antero-laterale della coscia (neonati da sei mesi a due anni).

Anche quest'anno, come di norma, tutti gli over64 anni, i malati cronici di qualunque età e i loro familiari, le persone ricoverate in strutture di lungo-degenza, le donne che all'inizio della stagione influenzale si trovano nel 2°-3° trimestre di gravidanza, i lavoratori che svolgono attività sanitarie o di pubblica utilità ad alto rischio di contrarre l'influenza (poliziotti, vigili del fuoco ecc.) e chi lavora a contatto con animali (veterinari, allevatori, macellai ecc.) possono accedere gratuitamente alla vaccinazione stagionale. Per il resto della popolazione pediatrica e adulta priva di problematiche di salute specifiche il nuovo preparato antinfluenzale è acquistabile in farmacia a partire dall'inizio di novembre, al costo di pochi euro. Sicuramente, ben spesi.

La prevenzione pratica dell'influenza

Fin da ora e fino alle soglie della primavera, non va dimenticato di adottare anche strategie di prevenzione pratica, che permettono di ridurre il rischio di intercettare non soltanto i virus influenzali veri e propri, ma anche tutti gli altri microrganismi in grado di scatenare malanni di stagione variamente declinati. Vale a dire: raffreddore, mal di gola, tosse, sindromi simil-influenzali e gastroenteriti. Oltre a cercare di evitare, nei limiti del possibile, di stare vicini a persone che già presentano sintomi evidenti (starnuti, naso gocciolante, tosse, occhi arrossati ecc.) e di frequentare luoghi chiusi molto affollati, la prima, fondamentale, regola igienica per tutelarsi da malattie infettive riguarda il lavaggio frequente delle mani. Per essere efficace, il lavaggio delle mani va fatto sempre con acqua e sapone o con gel disinfettanti, strofinando per almeno un minuto, dorso, palmo e dita, compresa la zona sotto le unghie.

Altre raccomandazioni preventive servono soprattutto per evitare di diffondere virus e batteri nell'ambiente e di contagiare altre persone quando si è già ammalati. La principale è coprire sempre naso e bocca con la mano (possibilmente, interponendo un fazzoletto di carta) o nell'incavo del gomito quando si starnutisce o tossisce. Altri comportamenti "socialmente utili" comprendono: evitare di lasciare fazzolettini di carta usati in giro per casa, in ufficio o in luoghi pubblici; tenere temporaneamente separati gli oggetti personali da quelli dei familiari (stoviglie, asciugamani, spazzolino da denti ecc.); evitare di stare distanza ravvicinata con persone sane (preferibile evitare per qualche di giorno abbracci e baci sulle guance); aerare spesso le stanze condivise da persone sane e con sintomi (a casa, a scuola, in ufficio ecc.); evitare di uscire di casa se si ha la febbre e/o l'influenza.

Fonte: Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2015-2016. Ministero della Salute, settembre 2015.