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L'influenza nell'anziano


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L'influenza nell'anziano





A causa della generale riduzione delle difese immunitarie che tipicamente si verifica con l'invecchiamento, le persone con più di 65 anni e, soprattutto, i "grandi anziani" (>75 anni) sono mediamente esposti a un maggior rischio di contrarre l'influenza e altre malattie infettive, andando anche più facilmente incontro a complicanze severe (in particolare, polmonite). Ciò è vero soprattutto se si tratta di persone che già presentano patologie croniche di tipo respiratorio (come asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva) o cardiovascolare (insufficienza cardiaca, malattia coronarica, ecc.), diabete, malattie del sangue, insufficienza renale o epatica.
Altri fattori che aumentano la probabilità degli over-65 di contrarre l'influenza e di esserne maggiormente danneggiati comprendono il fatto di essere ricoverati in ospedale, di risiedere in comunità per anziani o di avere frequenti contatti con nipotini in età scolare.

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Punto primo: prevenire

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Stanti i rischi associati, il Ministero della Salute e tutti gli organismi internazionali preposti al controllo dell'influenza e alla tutela della salute pubblica raccomandano alle persone con più di 65 anni di sottoporsi ogni anno alla vaccinazione antinfluenzale stagionale, concordando con il medico di medicina generale tempi e modi dell'assunzione.
Oltre al vaccino antinfluenzale stagionale, gli anziani più fragili dovrebbero sottoporsi anche alla vaccinazione antipneumococcica, al fine di tutelarsi ulteriormente dal rischio di contrarre polmonite batterica. Anche in questo caso deve essere il medico di base a segnalare come e quando effettuarla.
Oltre a questi interventi specifici, per ridurre il rischio di contrarre l'influenza restano valide tutte le norme igienico-comportamentali di base, dal lavarsi le mani spesso con acqua e sapone o con soluzioni/gel disinfettanti cutanei all'evitare di frequentare luoghi pubblici affollati o a rischio. Le stesse precauzioni igieniche devono essere adottate da chi assiste un anziano non autosufficiente o con problemi di salute per evitare di trasmettergli il virus. Di converso, l'anziano in buona salute che di norma accudisce nipotini in età scolare dovrebbe cedere l'incombenza ad altri quando i bambini manifestano i primi segni di malattie da raffreddamento.

 

Che cosa fare se si contrae l'influenza

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Gli anziani non dovrebbero mai trascurare i sintomi iniziali delle malattie da raffreddamento di qualunque natura e dovrebbero rivolgersi al medico fin dall'esordio dei sintomi per avere consigli su come affrontarla correttamente

  • Salvo diversa indicazione del medico, acido acetilsalicilico (ASA) e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) vanno usati con cautela in età avanzata, a causa dell'aumentato rischio di sanguinamento e danni all'apparato digerente. A prestare attenzione devono essere soprattutto i soggetti più sensibili agli effetti collaterali di ASA e FANS e chi sta già assumendo medicinali per la cura di altre patologie
  • In presenza di febbre gli anziani devono bere molto per reintegrare i liquidi persi e prevenire condizioni di disidratazione, estremamente sfavorevoli. Segni tipici di disidratazione in età avanzata comprendono cute secca e opaca, stanchezza, confusione mentale, allucinazioni
  • Come regola generale, e soprattutto durante una sindrome influenzale, è importante mantenere un'alimentazione nutriente, ma leggera, ricca di vitamine e sali minerali
  • Se l'anziano fuma, dovrebbe essere invitato a smettere o, almeno, a ridurre il numero di sigarette quotidiane