La febbre in gravidanza

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Fin dai primi giorni successivi al concepimento la temperatura corporea della futura mamma si alza di alcuni decimi di grado (in genere 0,3-0,5C) rispetto a quella abituale come conseguenza del cambiamento dei livelli degli ormoni necessari per favorire lo sviluppo del feto (in particolare, il progesterone). Riscontrare una temperatura corporea di 37,5C (misura ascellare od orale) quando di norma si è abituate a rimanere intorno a 37C, dunque, non significa avere la febbre. Sarà, invece, la nuova temperatura corporea registrata nelle prime settimane di gestazione a dover essere presa come riferimento per valutare eventuali innalzamenti ulteriori, indicativi di malattia.

 


I rischi per mamma e bambino
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In generale, la febbre in gravidanza non espone la donna a fastidi o rischi diversi da quelli che di norma interessano un qualunque adulto in buone condizioni fisiche generali, ma può compromettere il benessere del feto e la possibilità di condurre a termine la gravidanza in modo sereno. Questo è vero soprattutto quando la febbre è elevata (>38,5-39C) e quando insorge nel primo o nel terzo trimestre di gravidanza. L'aumento della temperatura corporea materna può infatti interferire con lo sviluppo del sistema nervoso del bambino nelle prime settimane di gravidanza, mentre il processo infiammatorio associato alla febbre promuove le contrazioni uterine, aumentando il rischio di espulsione prematura durante tutto il periodo di gestazione e soprattutto dopo il 5-6 mese (parto pretermine).


Quali farmaci usare per gestire la febbre in gravidanza
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Per tutelare il bambino e prevenire eventi di questo tipo è importante assumere subito l'antipiretico anche quando l'innalzamento di temperatura è modesto (37,8-38C). Il farmaco da preferire per abbassare la febbre in gravidanza è il paracetamolo, efficace e innocuo per mamma e bambino. Anche l'acido acetilsalicilico può essere usato, a eccezione delle prime sei settimane e delle ultime due, a causa della sua azione anticoagulante. In aggiunta alle cure specifiche contro la febbre e/o infezioni di varia natura, su indicazione del medico può essere utile integrare l'alimentazione con le vitamine del gruppo B e con la vitamina C, che aiutano a supportare l'attività del sistema immunitario.


Quando consultare il medico in caso di febbre in gravidanza
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La comparsa di febbre nella donna in gravidanza va sempre segnalata al medico perché all'origine dell'innalzamento di temperatura potrebbero esservi infezioni da trattare con antibiotici o altri farmaci specifici che solo il medico può prescrivere, individuandoli tra quelli che possono essere assunti anche in gravidanza. Una causa frequente di febbricola durante la gestazione è rappresentata, in particolare, dalle infezioni urinarie (cistiti, uretriti, pielonefriti), che vanno curate fin dall'esordio e bene, assumendo gli antibiotici prescritti ai dosaggi e per il periodo di tempo indicati dal medico. La loro presenza aumenta il rischio di parto pretermine, mentre un trattamento incompleto si associa a un'elevata probabilità che si ripresentino a distanza di poco tempo.

Fonti:

 




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