La composizione del vaccino antinfluenzale cambia ogni anno in base alle informazioni sui ceppi virali circolanti e sulla loro diffusione epidemiologica raccolte dal Global Influenza Surveillance Network dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che si avvale della collaborazione dei National Influenza Centres (NIC) presenti in 83 Paesi. Per l'Italia, il NIC fa capo all'Istituto Superiore di Sanità e coordina 18 Laboratori Regionali.
Dai dati raccolti a livello globale, risulta che il virus pandemico A/H1N1v, emerso nella primavera 2009, è rimasto predominante nel mondo durante la scorsa stagione influenzale, mentre i virus circolanti nelle precedenti stagioni (A/H1N1, A/H3N2 e B) sono stati rilevati a livelli molto bassi. Non potendo prevedere con certezza l'impatto che avranno i virus A/H1N1v, A/H3N2 e B nell'emisfero settentrionale nei prossimi mesi, l'OMS ha stabilito che il vaccino antinfluenzale per la stagione 2010-2011 nell'emisfero settentrionale debba contenere gli antigeni analoghi dei ceppi virali:
I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono tutti di tipo "inattivato" e sono classificabili, in particolare, nei seguenti tipi:
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La vaccinazione antinfluenzale è una misura preventiva generalmente utile e adatta a chiunque e a qualunque età (salvo rare controindicazioni specifiche da valutare con il medico di medicina generale). Effettuata ogni anno all'inizio della stagione influenzale con il vaccino messo a disposizione dal Ministero della Salute, permette di evitare (o attenuare) i fastidi dell'influenza e riduce il rischio di complicanze più gravi come la polmonite.
Il periodo migliore per vaccinarsi varia leggermente di anno in anno, in relazione alle modalità di diffusione dei virus influenzali. La campagna vaccinale per la stagione 2010-2011 è stata ufficialmente avviata il 1° ottobre (con un mese circa di anticipo rispetto alle stagioni passate), ma per vaccinarsi c'è tempo fino alla fine di novembre (a condizione che, nel frattempo, non si sia contratta l'influenza, evento che rende la vaccinazione non più necessaria).
La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata in categorie di persone ad aumentato rischio di complicanze da influenza o più esposte al contagio per ragioni professionali, ossia:
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La vaccinazione antinfluenzale stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è gratuita per i soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe in caso contraggano l'influenza. L'offerta è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di particolare valenza sociale (medici, infermieri, agenti di Pubblica Sicurezza, ecc.). Tutte le altre persone che decidano di vaccinarsi contro l'influenza stagionale per diverse ragioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, ecc.) possono acquistare il vaccino stagionale in farmacia e concordare la somministrazione con il medico di fiducia.
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Il vaccino antinfluenzale, con l'eccezione del trivalente intradermico, va somministrato con un'iniezione intramuscolare nel muscolo deltoide (parte superiore del braccio) in tutti i soggetti di età superiore a 9 anni e nella parte antero-laterale della coscia nei bambini e nei lattanti di età >6 mesi.
Il vaccino influenzale trivalente intradermico (0,1 ml) è preconfezionato in siringa speciale per inoculazione intradermica. Il sito di somministrazione raccomandato è la regione del deltoide. È indicato nella profilassi dell'influenza negli adulti (>18 anni) e negli anziani. Non sono disponibili dati sull'efficacia nei bambini.
Per ottenere una protezione efficace dall'influenza è sufficiente una sola dose di vaccino antinfluenzale in persone di tutte le età, tranne che nei bambini al di sotto dei 9 anni mai vaccinati in precedenza. In quest'ultimo caso, è raccomandata la somministrazione di due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, a distanza di almeno quattro settimane l'una dall'altra.
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La vaccinazione antinfluenzale stagionale presenta pochissime controindicazioni. Le principali riguardano:
La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione all'assunzione del vaccino antinfluenzale. Tuttavia, va considerato che, in questo caso, il vaccino potrebbe non evocare un'adeguata risposta immune.
L'ideale è effettuare la vaccinazione antinfluenzale in condizioni di benessere, ma la presenza di malattie lievi come, ad esempio, un raffreddore o poche linee di febbre non rappresenta una controindicazione.
Dopo la vaccinazione è possibile insorgano alcuni effetti collaterali lievi e non particolarmente fastidiosi. Nelle ore immediatamente successive possono svilupparsi reazioni locali, quali dolore, arrossamento e gonfiore nel sito di iniezione. Reazioni sistemiche comuni possono insorgere 6-12 ore dopo la vaccinazione e includono malessere generale, febbre e dolori muscolari, che in genere scompaiono spontaneamente nell'arco di 1-2 giorni. Di norma, la febbre post-vaccinazione è modesta e non richiede un trattamento; se, eccezionalmente, dovesse risultare più seria, può essere ridotta con paracetamolo.
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