Il vaccino antinfluenzale

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Composizione e tipologie del vaccino antinfluenzale
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La composizione del vaccino antinfluenzale cambia ogni anno in base alle informazioni sui ceppi virali circolanti e sulla loro diffusione epidemiologica raccolte dal Global Influenza Surveillance Network dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che si avvale della collaborazione dei National Influenza Centres (NIC) presenti in 83 Paesi. Per l'Italia, il NIC fa capo all'Istituto Superiore di Sanità e coordina 18 Laboratori Regionali.

La composizione del vaccino della stagione in corso è stata indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base delle informazioni sui ceppi virali circolanti e sull'andamento delle sindromi influenzali della scorsa stagione :

• antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1)pdm09
• antigene analogo al ceppo A/Switzerland/9715293/2013 (H3N2)
• antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).

Di conseguenza il vaccino per la stagione 2015-2016 conterrà:

• la variante A/California/7/2009 (H1N1), presente anche nel vaccino della scorsa stagione
• una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Switzerland/9715293/2013), che sostituirà il ceppo A/Texas/50/2012 contenuto nel vaccino della scorsa stagione
• una nuova variante di tipo B (B/Phuket/3073/2013), appartenente sempre al lineaggio B/Yamagata/16/88, in sostituzione del precedente ceppo vaccinale, B/Massachusetts/2/2012

Attualmente in Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali trivalenti (TIV) che contengono 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B e un vaccino quadrivalente che contiene 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 2 virus di tipo B.

Le tipologie di vaccini antinfluenzali disponibili nel nostro Paese sono tutti di tipo "inattivato", quindi non contengono particelle virali intere attive, e sono classificabili, in particolare, nei seguenti tipi:

• Vaccino split, contenente virus influenzali frammentati.
• Vaccino a subunità, contenente solo gli antigeni di superficie (emoagglutinine e neuroaminidasi)
• Vaccino adiuvato, contenente gli antigeni di superficie emulsionati a un adiuvante oleoso metabolizzabile (MF59)
• Vaccino intradermico, consistente in un vaccino split confezionato in una siringa particolare che consente di inoculare nel derma la dose di 15 ìg/ceppo concentrata in 0,1 ml di volume.

Fonte:


Perch้ vaccinarsi contro l'influenza, chi deve vaccinarsi e in quale periodo
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Il vaccino antinfluenzale è una misura preventiva generalmente utile e adatta a chiunque e a qualunque età (salvo rare controindicazioni specifiche da valutare con il medico di medicina generale). Effettuato ogni anno all'inizio della stagione influenzale il vaccino messo a disposizione dal Ministero della Salute, permette di evitare (o attenuare) i fastidi dell'influenza e riduce il rischio di complicanze più gravi come la polmonite.

Il periodo migliore per vaccinarsi contro l'influenza varia leggermente di anno in anno, in relazione alle modalità di diffusione dei virus influenzali. La campagna vaccinale per la stagione 2016-2016 è stata avviata il 15 ottobre, ma per vaccinarsi c'è tempo fino alla fine di dicembre (a condizione che, nel frattempo, non si sia contratta l'influenza, evento che rende la vaccinazione non più necessaria).

La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata in categorie di persone ad aumentato rischio di complicanze da influenza o più esposte al contagio per ragioni professionali, ossia:

• Soggetti di età pari o superiore a 65 anni
• Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza
• Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
• Donne che all'inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
• Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
• Medici e personale sanitario di assistenza
• Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
• Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (forze di polizia, vigili del fuoco, lavoratori particolarmente esposti a causa della loro tipologia di lavoro, ecc.)
• Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (come allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori, veterinari,ecc.)

Le malattie che possono aumentare il rischio di complicanze da influenza e che rendono raccomandabile la vaccinazione di chi ne soffre sono:

• malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
• malattie dell'apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
• diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30)
• insufficienza renale/surrenale cronica
• malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
• tumori
• malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
• malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
• patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
• patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
• epatopatie croniche.

Fonte:


Dove si acquista
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La vaccinazione antinfluenzale stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è gratuita per i soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe in caso contraggano l'influenza. L'offerta è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di particolare valenza sociale (medici, infermieri, agenti di Pubblica Sicurezza, ecc.). Tutte le altre persone che decidano di vaccinarsi contro l'influenza stagionale per diverse ragioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, ecc.) possono acquistare il vaccino stagionale in farmacia e concordare la somministrazione con il medico di fiducia.

Fonte:

 


Come si effettua la vaccinazione antinfluenzale e quante dosi ่ necessario assumere
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Per tutti, fatta eccezione i soggetti di età infantile, è sufficiente una sola dose di vaccino antinfluenzale stagionale. Per i bambini al di sotto dei 9 anni di etaฬ, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano invece due dosi, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.
La via di somministrazione varia a seconda dell'età e della tipologia di vaccino. Va somministrato in genere per via intramuscolare: in tutte le persone sopra i due anni si raccomanda l'inoculazione nel muscolo deltoide; nei bambini fino ai 2 anni e nei lattanti la sede raccomandata eฬ la faccia antero-laterale della coscia.
Fa eccezione il vaccino influenzale trivalente intradermico (0,1 ml), che eฬ preconfezionato in una siringa speciale per inoculazione intradermica. Il sito di somministrazione raccomandato eฬ la regione del deltoide. Questo vaccino eฬ indicato nella profilassi dell'influenza nei soggetti di etaฬ pari o superiore a 60 anni.

Fonte:


Controindicazioni ed effetti indesiderati della vaccinazione antinfluenzale
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La vaccinazione antinfluenzale stagionale presenta pochissime controindicazioni. In particolare non deve essere somministrato a:

• lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l'innocuita del vaccino in tali fasce d'età).
• soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino
• soggetti con in corso una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre. La vaccinazione va rimandata a guarigione avvenuta.

A differenza di quanto si pensava in passato, sono false controindicazioni:

• allergia alle proteine dell'uovo, con manifestazioni non anafilattiche
• malattie acute di lieve entità (l'ideale è effettuare la vaccinazione antinfluenzale in condizioni di benessere, ma la presenza di malattie lievi come, ad esempio, un raffreddore o poche linee di febbre non rappresenta una controindicazione)
• allattamento
• infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite. La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una adeguata risposta immune. Una seconda dose di vaccino non migliora la risposta anticorpale in modo sostanziale.

Non vi è inoltre controindicazione a vaccinare le persone asintomatiche a epidemia già iniziata. Inoltre è possibile la somministrazione simultanea di più vaccini in quanto la vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati.

Dopo la vaccinazione è possibile insorgano alcuni effetti collaterali lievi e non particolarmente fastidiosi. Nelle ore immediatamente successive possono svilupparsi reazioni locali, quali dolore, arrossamento e gonfiore nel sito di iniezione. Reazioni sistemiche comuni possono insorgere 6-12 oredopo la vaccinazione e includono malessere generale, febbre e dolori muscolari, che in genere scompaiono spontaneamente nell'arco di 1-2 giorni. Di norma, la febbre post-vaccinazione è modesta e non richiede un trattamento; se, eccezionalmente, dovesse risultare più seria, può essere ridotta con paracetamolo.

Fonte:


Conservazione del vaccino
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Il vaccino antinfluenzale deve essere conservato a temperature comprese tra +2ฐC e +8ฐC e non deve essere congelato. Per il trasporto dalla farmacia a casa o dal medico che effettuerà l'iniezione, è importante che non venga interrotta la catena del freddo. ศ consigliabile pertanto trasportarlo in una busta o contenitore per farmaci/alimenti refrigerati nei quali sia presente un elemento refrigerante, con il quale va evitato accuratamente che il vaccino venga a diretto contatto.

Fonte:

Ministero della Salute




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