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Il vaccino antinfluenzale

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Composizione e tipologie del vaccino antinfluenzale
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La composizione del vaccino antinfluenzale cambia ogni anno in base alle informazioni sui ceppi virali circolanti e sulla loro diffusione epidemiologica raccolte dal Global Influenza Surveillance Network dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che si avvale della collaborazione dei National Influenza Centres (NIC) presenti in 83 Paesi. Per l'Italia, il NIC fa capo all'Istituto Superiore di Sanità e coordina 18 Laboratori Regionali.
Dai dati raccolti a livello globale, risulta che il virus pandemico A/H1N1v, emerso nella primavera 2009, è rimasto predominante nel mondo durante la scorsa stagione influenzale, mentre i virus circolanti nelle precedenti stagioni (A/H1N1, A/H3N2 e B) sono stati rilevati a livelli molto bassi. Non potendo prevedere con certezza l'impatto che avranno i virus A/H1N1v, A/H3N2 e B nell'emisfero settentrionale nei prossimi mesi, l'OMS ha stabilito che il vaccino antinfluenzale per la stagione 2010-2011 nell'emisfero settentrionale debba contenere gli antigeni analoghi dei ceppi virali:

  • A/California/7/2009 (H1N1), cosiddetto ceppo "pandemico"
  • A/Perth/16/2009 (H3N2)
  • B/Brisbane/60/2008

I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono tutti di tipo "inattivato" e sono classificabili, in particolare, nei seguenti tipi:

  • Vaccino split, contenente virus influenzali frammentati
  • Vaccino a subunità, contenente solo gli antigeni di superficie (emoagglutinine e neuroaminidasi)
  • Vaccino virosomiale, contenente gli antigeni di superficie (emoagglutinine e neuroaminidasi) legati a virosomi come sistema carrier/adiuvante
  • Vaccino adiuvato, contenente gli antigeni di superficie emulsionati a un adiuvante oleoso metabolizzabile (MF59)
  • Vaccino intradermico, consistente in un vaccino split confezionato in una siringa particolare che permette di inoculare nel derma la dose desiderata (concentrata in 0,1 ml di volume).

Fonte:

 


Perché vaccinarsi contro l'influenza, chi deve vaccinarsi e in quale periodo
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Il vaccino antinfluenzale è una misura preventiva generalmente utile e adatta a chiunque e a qualunque età (salvo rare controindicazioni specifiche da valutare con il medico di medicina generale). Effettuato ogni anno all'inizio della stagione influenzale il vaccino messo a disposizione dal Ministero della Salute, permette di evitare (o attenuare) i fastidi dell'influenza e riduce il rischio di complicanze più gravi come la polmonite.
Il periodo migliore per vaccinarsi contro l'influenza varia leggermente di anno in anno, in relazione alle modalità di diffusione dei virus influenzali. La campagna vaccinale per la stagione 2010-2011 è stata ufficialmente avviata il 1° ottobre (con un mese circa di anticipo rispetto alle stagioni passate), ma per vaccinarsi c'è tempo fino alla fine di novembre (a condizione che, nel frattempo, non si sia contratta l'influenza, evento che rende la vaccinazione non più necessaria).
La vaccinazione antinfluenzale è particolarmente raccomandata in categorie di persone ad aumentato rischio di complicanze da influenza o più esposte al contagio per ragioni professionali, ossia:

  • Soggetti ad alto rischio di complicanze
    - Persone di età >65 anni, soprattutto se ospedalizzate o residenti in case di riposo
    - Bambini di età >6 mesi, nati pretermine o di basso peso alla nascita
    - Donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza
    - Adulti affetti da malattie croniche o acute ricorrenti a carico dell'apparato respiratorio e cardiocircolatorio, malattie metaboliche (compreso il diabete mellito), malattie renali con insufficienza renale, malattie degli organi ematopoietici ed emoglobinopatie, compromissione delle difese immunitarie, sindromi da malassorbimento intestinale, necessità di sottoporsi a interventi chirurgici
  • Soggetti che possono trasmettere l'influenza a soggetti fragili
    - Personale sanitario (medici, infermieri, personale assistenziale, ecc.)
    - Familiari di soggetti ad alto rischio
    - Personale di assistenza delle case di riposo
    - Volontari dei servizi sanitari di emergenza
  • Persone maggiormente esposte per ragioni professionali
    - Insegnanti di scuole dell'infanzia e dell'obbligo
    - Addetti di poste e telecomunicazioni
    - Dipendenti di pubblica amministrazione e sicurezza
    - Allevatori e addetti all'attività di allevamento oppure al trasporto di animali vivi
    - Veterinari di enti pubblici e libero-professionisti

Fonte:

 


Dove si acquista
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La vaccinazione antinfluenzale stagionale, promossa ed economicamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), è gratuita per i soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe in caso contraggano l'influenza. L'offerta è rivolta anche alle persone non a rischio che svolgono attività di particolare valenza sociale (medici, infermieri, agenti di Pubblica Sicurezza, ecc.). Tutte le altre persone che decidano di vaccinarsi contro l'influenza stagionale per diverse ragioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, ecc.) possono acquistare il vaccino stagionale in farmacia e concordare la somministrazione con il medico di fiducia.

Fonte:

 


Come si effettua la vaccinazione antinfluenzale e quante dosi è necessario assumere
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Il vaccino antinfluenzale, con l'eccezione del trivalente intradermico, va somministrato con un'iniezione intramuscolare nel muscolo deltoide (parte superiore del braccio) in tutti i soggetti di età superiore a 9 anni e nella parte antero-laterale della coscia nei bambini e nei lattanti di età >6 mesi.
Il vaccino influenzale trivalente intradermico (0,1 ml) è preconfezionato in siringa speciale per inoculazione intradermica. Il sito di somministrazione raccomandato è la regione del deltoide. È indicato nella profilassi dell'influenza negli adulti (>18 anni) e negli anziani. Non sono disponibili dati sull'efficacia nei bambini.
Per ottenere una protezione efficace dall'influenza è sufficiente una sola dose di vaccino antinfluenzale in persone di tutte le età, tranne che nei bambini al di sotto dei 9 anni mai vaccinati in precedenza. In quest'ultimo caso, è raccomandata la somministrazione di due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, a distanza di almeno quattro settimane l'una dall'altra.

Fonte:

 


Controindicazioni ed effetti indesiderati della vaccinazione antinfluenzale
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La vaccinazione antinfluenzale stagionale presenta pochissime controindicazioni. Le principali riguardano:

  • Allergia alle proteine dell'uovo, con manifestazioni non anafilattiche
  • Malattie acute di lieve entità
  • Infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite

La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione all'assunzione del vaccino antinfluenzale. Tuttavia, va considerato che, in questo caso, il vaccino antinfluenzale potrebbe non evocare un'adeguata risposta immune.
L'ideale è effettuare la vaccinazione antinfluenzale in condizioni di benessere, ma la presenza di malattie lievi come, ad esempio, un raffreddore o poche linee di febbre non rappresenta una controindicazione.
Dopo la vaccinazione è possibile insorgano alcuni effetti collaterali lievi e non particolarmente fastidiosi. Nelle ore immediatamente successive possono svilupparsi reazioni locali, quali dolore, arrossamento e gonfiore nel sito di iniezione. Reazioni sistemiche comuni possono insorgere 6-12 ore dopo la vaccinazione e includono malessere generale, febbre e dolori muscolari, che in genere scompaiono spontaneamente nell'arco di 1-2 giorni. Di norma, la febbre post-vaccinazione è modesta e non richiede un trattamento; se, eccezionalmente, dovesse risultare più seria, può essere ridotta con paracetamolo.

Fonte:




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