angelini

I vaccini


I vaccini





Che cosa sono e a che cosa servono

Torna su  Torna su

I vaccini sono preparati che permettono di prevenire importanti malattie infettive causate da virus o batteri. I vaccini insegnano al nostro sistema immunitario a riconoscere più rapidamente l'agente patogeno e a combatterlo in modo efficiente quando entra nell'organismo, impedendogli di provocare la malattia o, comunque, riducendo la gravità dei sintomi e la probabilità di complicanze. Ciò è possibile perché all'interno dei vaccini sono presenti piccole quantità dell'agente patogeno inattivato o ucciso oppure soltanto alcune molecole del suo involucro di rivestimento (antigeni), di solito proteine o zuccheri, in grado di sollecitare la produzione di anticorpi e di creare una sorta di memoria immunitaria che permetterà all'organismo di reagire prontamente in caso di infezione.
I vaccini sono sicuri ed efficaci sia negli adulti sia nei bambini. La loro progressiva introduzione nel corso del Novecento ha permesso di ridurre notevolmente l'incidenza di molte gravi patologie umane e animali e, in alcuni casi, di eliminarle in modo definitivo (come è avvenuto per il vaiolo).

Come funzionano

Torna su  Torna su

In relazione allo specifico preparato, il vaccino può essere assunto per bocca o per iniezione transdermica, sottocutanea o intramuscolare. Non appena posto a contatto con l'organismo, gli antigeni in esso contenuti innescano una reazione immunitaria complessa che porta alla produzione di anticorpi specifici e di cellule della memoria (linfociti B) che permetteranno di allestire in poco tempo difese immunitarie ottimali quando lo stesso virus o batterio infetterà realmente l'organismo. In alcuni casi, per ottenere preparati vaccinali sufficientemente immunogenici è necessario aggiungere alla formulazione del vaccino sostanze "potenzianti" chiamate adiuvanti oppure legare l'antigene specifico a una proteina innocua e priva di attività specifica, che ha il compito di veicolare l'antigene e di renderlo più "evidente" alle cellule del sistema immunitario (proteina carrier). In questo secondo caso si ottiene un vaccino coniugato.
Sempre ai fini di indurre una protezione efficace e duratura, può essere necessario effettuare più somministrazioni del vaccino a distanza di alcune settimane o mesi l'una dall'altra, anziché una sola. Il numero esatto delle dosi da assumere e la loro cadenza sono diversi per i diversi vaccini e vengono indicati di volta in volta dal medico.
Anche la durata dell'immunizzazione che si ottiene è variabile, da poche settimane (come nel caso dell'immunizzazione anti-tifica) a uno (vaccinazione antinfluenzale) o più anni (antitetanica, anti-epatite B, ecc.). Ciò dipende sia dalla progressiva riduzione dell'efficienza della risposta immunitaria contro l'agente patogeno verso cui si era stati vaccinati (come capita, ad esempio, nel caso del tetano) sia da cambiamenti negli antigeni di superficie dell'agente patogeno che lo rendono non più riconoscibile (o meno riconoscibile) da parte del sistema immunitario (come avviene ogni anno per i virus influenzali). Quando il periodo di immunizzazione si esaurisce, per essere nuovamente tutelati dalla malattia può essere necessario ripetere l'intero schema vaccinale oppure effettuare un semplice richiamo.

Tipologie di vaccino esistenti

Torna su  Torna su

A seconda delle caratteristiche dell'agente patogeno verso il quale si vuole ottenere l'immunizzazione, scongiurando la malattia in caso di infezione o almeno i suoi effetti peggiori, e della potenzialità di reazione specifica del sistema immunitario, i vaccini possono essere preparati con modalità differenti e contenere componenti diversi. Tutti i vaccini, per essere efficaci, devono contenere l'agente patogeno intero o sue parti in grado di sollecitare il sistema immunitario a produrre anticorpi e talvolta anche cellule della memoria (linfociti B). Su questa base si distinguono, in particolare, vaccini:

  • A virus interi inattivati, contenenti l'agente patogeno intero reso inoffensivo dal trattamento con il calore o con particolari sostanze chimiche (ad es., formalina)
  • Split virus, contenenti frammenti virali ottenuti con detergenti o sostanze chimiche
  • Vaccini a subunità, contenenti solo gli elementi superficiali del virus, di solito proteine o zuccheri presenti sul suo involucro esterno (antigeni di superficie)
  • Lisati batterici, contenenti miscele di batteri uccisi e frammentati attraverso un processo di essiccazione e liofilizzazione oppure per trattamento con agenti chimici; la liofilizzazione è preferibile in quanto lascia integri gli antigeni batterici e permette di ottenere una migliore immunizzazione.

In relazione al numero di antigeni specifici di agenti patogeni diversi contenuti in uno stesso vaccino si possono distinguere vaccini:

  • Monovalenti, contenenti antigeni di un solo virus o batterio (è di questo tipo il vaccino anti-meningococco C)
  • Polivalenti, quando contengono frammenti di più virus o batteri e offrono una protezione multipla contro più agenti patogeni (sono di questo tipo il vaccino antinfluenzale, i lisati batterici liofilizzati, il vaccino anti-meningococcico tetravalente).

Alcuni vaccini sono per loro natura altamente immunogenici e innescano una reazione immunitaria rapida ed efficiente grazie alla sola presenza dell'antigene specifico del virus o del batterio verso il quale si vuole ottenere la protezione. Altri sono in partenza meno immunogenici e richiedono di essere "rinforzati". Ciò avviene soprattutto per i vaccini destinati ai bambini molto piccoli, che tendono a reagire meno quando sono esposti agli agenti patogeni o a loro frammenti. Quest'azione di rinforzo può essere ottenuta aggiungendo al preparato vaccinale una sostanza adiuvante (innocua per chi riceve il vaccino) oppure legando all'antigene specifico una proteina inerte in grado di renderlo più immunogeno (ciò è spesso necessario quando l'antigene in questione è uno zucchero, anziché una proteina). 

Sicurezza

Torna su  Torna su

Le vaccinazioni proteggono da malattie che, a volte, possono portare conseguenze severe e perfino il decesso. I vaccini moderni, oltre a essere più potenti, hanno ampi margini di sicurezza e tollerabilità. È sempre acceso il dibattito sul vaccinare o meno i bambini, tuttavia gli studi clinici evidenziano che  i vantaggi della protezione offerta dalla vaccinazione superano di gran lunga il rischio di effetti collaterali.

 

Consulta lo Speciale vaccinazione