Negli ultimi anni, i virus influenzali sono diventati sempre più aggressivi e potenti: la colpa potrebbe essere dell'uomo. Secondo una ricerca della Columbia University e della Harvard School of Public Health (Stati Uniti), infatti, la diffusione dei nuovi virus influenzali come il virus H1N1 sarebbe dovuta in gran parte ai cambiamenti climatici intervenuti negli ultimi decenni. Lo studio ha analizzato il legame fra ceppi influenzali, rotte migratorie degli uccelli selvatici e condizioni meteorologiche dovute all'impatto dell'uomo sulla natura. I ricercatori hanno scoperto che a ogni pandemia scoppiata nell'ultimo secolo erano associati cambiamenti climatici riconducibili a El niño, fenomeno climatico che si riscontra periodicamente nell'Oceano Pacifico. Secondo gli studiosi, in presenza di queste condizioni climatiche, si modificano le rotte migratorie, i tempi di sosta e le occasioni di contatto che gli uccelli selvatici hanno con altre specie migratorie e con gli animali domestici. Tutto ciò favorirebbe la diffusione dei virus influenzali e i fenomeni di riassortimento genetico, un meccanismo che stimola la comparsa di nuovi ceppi influenzali molto potenti.
Fonte:
italiasalute.it