Tutto tace ormai sul virus A. È persino scomparso dalla rubrica "in primo piano" che troneggiava sul portale del Ministero della Salute, ormai dal giugno del 2009. L'ultimo bollettino del Sistema di Sorveglianza (FluNews n. 20) riporta solo le metodologie di rilevamento dei dati, e sempre le stesse percentuali al confronto dei dati d'incidenza relativi alla settimana n. 10 (dall'8 al 14 marzo) con quelli delle settimane precedenti. L'unica influenza che mette a letto gli italiani in questo periodo è la forma intestinale, con nausea, vomito e diarrea. Una forma fugace e benigna, si perdono sino a 4 chili in 3 giorni di malessere accompagnati da forte spossatezza. Intere famiglie sono state decimate, ma con 24 ore di digiuno e di tè al limone, tutto se ne va. Insomma è questo il virus che ha preso il posto di quello della pandemia. Ancora non si conosce il ceppo infettante, ma di sicuro darà ancora del filo da torcere agli esperti virologi. Chissà che le norme igieniche siano la soluzione adatta e unica anche per questa forma intestinale; una diffusione così rapida avrebbe tutti i connotati per essere nominata ufficialmente come la sola influenza stagionale del 2009-2010. E dato che la diffusione del virus intestinale è cominciata nel periodo del carnevale, si può proprio pensare a un brutto scherzo. Anche l'OMS da giorni tace, contando i numeri della pandemia passata.