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La nuova influenza A/H1N1





La nuova influenza A/H1N1v (dove "v" sta per variante), comunemente conosciuta come influenza A/H1N1, è un'infezione delle vie respiratorie dovuta a un virus di origine suina, responsabile della pandemia iniziata nell'aprile 2009.

Caratteristiche del virus A/H1N1

Si tratta di un nuovo tipo di virus influenzale, del tutto diverso da quello dell'influenza stagionale, che contiene geni provenienti da cinque virus differenti: quello suino nordamericano, l'aviario nordamericano, un ceppo umano e due virus suini che si riscontrano tipicamente in Asia e in Europa. Analisi preliminari condotte su tale virus hanno indicato che diverse sue proteine sono simili a quelle di ceppi che causano sintomi lievi nell'uomo, perciò, in teoria, nella maggior parte delle persone il virus non avrebbe dovuto causare sintomi gravi (1).

  • Le sue origini. Secondo i ricercatori, il trasporto di maiali vivi tra l'Eurasia e l'America del Nord sembra aver facilitato la miscelazione di diversi virus suini, conducendo a riassortimenti multipli che hanno portato alla genesi del nuovo ceppo A/H1N1 (2).
  • Contagiosità. Il virus è contagioso per l'uomo e si diffonde come il virus dell'influenza stagionale: soprattutto per via aerea (attraverso le goccioline emesse da persone infette con la tosse o gli starnuti), ma anche toccando superfici od oggetti contaminati e portandosi poi le mani alla bocca o al naso. Rispetto al virus dell'influenza stagionale, però, ha mostrato di essere maggiormente contagioso, ovvero di trasmettersi con più facilità, tranne che nei soggetti con più di 65 anni, che sembra possiedano un certo grado di immunità contro il nuovo virus. Al pari dell'influenza classica o stagionale, le persone adulte con influenza da nuovo virus A/H1N1 sono contagiose (in grado di trasmettere l'infezione ad altri) già durante le ultimissime fasi del periodo di incubazione, immediatamente prima della comparsa dei sintomi, e rimangono tali fino a un massimo di sette giorni dall'inizio di questi. I bambini, soprattutto quelli più piccoli, possono invece rimanere contagiosi più a lungo (3).
  • Virulenza. A metà del 2009 i centri studi CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno notato che la maggior parte delle infezioni era lieve, simile a un'influenza stagionale, e il recupero tendeva a essere ragionevolmente rapido. E, in effetti, il numero di casi mortali, al settembre 2009, è una frazione molto più piccola rispetto al numero annuale di morti da influenza stagionale. Ricerche effettuate all'Imperial College di Londra, però, hanno indicato che a differenza della classica influenza stagionale il virus A/H1N1 può aggredire anche le cellule polmonari. Il virus dell'influenza stagionale, infatti, può infettare soltanto le cellule con recettori chiamati "a2-6", che sono posizionate tipicamente nel naso e nella gola; il virus A/H1N1, invece, può anche infettare le cellule con recettori di tipo "a2-3", come quelle presenti nei polmoni. Ciò può spiegare come mai alcuni pazienti sviluppino sintomi respiratori gravi (4).

La situazione attuale

Finora la maggior parte delle persone infettate da questo virus ha sviluppato una malattia lieve, ma la piccola minoranza ospedalizzata è spesso gravemente malata. Gli esperti sostengono che, in questa pandemia, è come se ci fossero due malattie: o si sviluppa un'influenza lieve, che scompare in pochi giorni, oppure si sviluppa una forma che necessita di ricovero ospedaliero, spesso in reparti di terapia intensiva. Non esiste una mezza misura. In ogni modo, il tasso di mortalità a tutt'oggi (3 novembre) è ancora molto più basso di quello della normale influenza stagionale, si stima infatti sia circa un ventesimo. L'ondata più alta di infezioni, però, probabilmente deve ancora arrivare.

  • Vaccino. I vaccini contro l'influenza stagionale non assicurano protezione contro il nuovo virus A/H1N1; in ogni caso anche nel nostro Paese si è reso disponibile il vaccino specifico, che verrà dispensato, secondo un calendario messo a punto dalle autorità sanitarie, dalle strutture sanitarie stesse.
  • Possibili cambiamenti. Il 22 maggio 2009, il Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Margaret Chan, ha sottolineato che il virus deve essere controllato molto attentamente poiché potrebbe mescolarsi con quello dell'influenza stagionale e cambiare in modo imprevedibile. Infatti, gli esperti notano che, storicamente, i virus pandemici si sono evoluti tra le stagioni, per cui anche il ceppo corrente potrebbe mutare diventando più pericoloso. Quindi sollecitano la cooperazione internazionale nella sorveglianza adeguata per contribuire a controllare i cambiamenti nel comportamento del virus (5,6).

Fonti

1. Wilkinson E. What scientists know about swine flu. http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/8028371.stm
2. Rambaut A, et al. Origins and evolutionary genomics of the 2009 swine-origin H1N1 influenza A epidemic. Nature 2009;459(7250):1122-1125.
3. Pennsylvania Department of Health. Communicable Diseases Fact Sheets: Influenza (Novel A/H1N1) Fact Sheet. July 6, 2009.
4. Robert A, Childs et al. Receptor-binding specificity of pandemic influenza A (H1N1) 2009 virus determined by carbohydrate microarray. Nature Biotechnology September 2009:797-799.
5. Roche A, Fox M. WHO chief warns H1N1 swine flu likely to worsen. Reuter news, Fri May 22, 2009.
6. Lipsitch M, et al. Managing and reducing uncertainty in an emerging influenza pandemic. N Engl J Med 2009;361(2):112-115.


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